L’uso politico della religione negli Stati Uniti secondo Alberto Melloni
Pierfrancesco De Robertis intervista Alberto Melloni, storico della Chiesa e del Concilio, ordinario all’Università di Modena e Reggio, su quale idea si è fatto dell’uso politico della religione che si sta osservando in questi giorni negli Stati Uniti. “Da tempo – risponde – dentro l’amministrazione americana e il movimento Maga era in atto un tentativo molto importante di far valere l’idea che il cattolicesimo potesse costituire la loro confessione di riferimento”.
Quali i segni premonitori?
“Peter Thiel che si inventa J.D. Vance come vicepresidente convertito, lo fa con questo disegno, quando Vance viene da papa Francesco a Roma lo fa per questo motivo. Al punto che si era scatenata una certa concorrenza all’interno del Maga, con la signora Paola White, la consigliera spirituale di Trump, che diceva ‘dove io cammino, cammina Dio, chi dice di no a Trump dice di no a Dio’”.
Ci stupiamo di Trump ma in passato l’abbiamo fatto anche noi europei, che pure siamo figli diretto dell’Illuminismo. L’ha fatto la Chiesa stessa.
“Ma in maniera meno goffa. Il problema loro è adesso è riuscire a dare al mondo globale una benzina energetica di tipo religioso, derivata da tradizioni più o meno interpretate”.





