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Come i giornaloni hanno sbagliato le previsioni sulle nomine al Monte dei Paschi

Gianluca Zappa su Startmag ha analizzato le posizioni dei cosiddetti giornaloni in vista delle nomine al vertice della Banca Monte dei Paschi avvenute il 15 aprile.

Caro direttore, ti prego: torna a scrivere, ritorna nel campo della cronaca e delle indiscrezioni, non farti fagocitare dalla macchina del giornale e dal coordinamento di redattori e collaboratori. Insomma non dire a me sensazioni e considerazioni con qualche messaggio privato quando hai tempo e voglia di rispondere alle mie curiosità. Non posso dimenticare quello che mi inviasti giorni fa: ho l’impressione che il piano di Caltagirone di ribaltare Mps non si realizzerà così facilmente come può apparire.

Ho pensato a quello che mi scrivesti in queste ore che le agenzie battono le seguenti notizie:

“La lista promossa dal piccolo azionista Tortora (Plt Holding) ha avuto l’appoggio del 49,95% del capitale che si è presentato a Siena, pari a circa il 35% del capitale complessivo di Mps. Decisivo, per la vittoria, l’appoggio di Delfin (17,5%) e BancoBpm (3,74%), così come il supporto di un altro 30% del capitale formato da investitori istituzionali e retail. Alla lista del Cda sarebbe venuto meno il voto di Edizione della famiglia Benetton (1,4%) che, contrariamente alle previsioni, non si è presentato in assemblea”.

“Annunciata la composizione del nuovo board di Mps, che sarà formato da 8 componenti tratti dalla lista promossa da Plt Holding, 6 dalla lista del Cda e uno dalla compagine Assogestioni. Per la lista di Plt, entrano il candidato presidente Cesare Bisoni, il ceo uscente Luigi Lovaglio, Flavia Mazzarella, Livia Amidani Alberti, Massimo Di Carlo, Patrizia Albano, Carlo Corradini, Paola Leoni Borali. Per la lista del Cda entrano Fabrizio Palermo, Nicola Maione, Corrado Passera, Carlo Vivaldi, Paolo Boccardelli e Antonella Centra”.

Visto che anche per la tua ritrosia a non fare la primadonna, a differenza di quasi tutti i tuoi colleghi direttori e a grandi o piccole firme che pullulano nei dibattiti tv, temo che non vergherai alcunché su quanto accaduto oggi a sorpresa in Mps, quindi mi permetto a beneficio dei lettori di evidenziare brutalmente alcune delle novità rilevanti che secondo a caldo emergono.

  1. Per anni i giornaloni hanno menato il torrone sulle magnifiche sorti e progressive dell’alleanza tra i Del Vecchio – ovvero la holding Delfin – e Caltagirone. Ricordo che talvolta nei pezzi che negli anni hai pubblicato sul tema si rintracciavano elementi dubbiosi sulla solidità dell’alleanza. Oggi i dubbi – da nessun altro espressi in passato – sono diventati fatti.
  2. Negli scorsi giorni tutta la stampa specializzata ha sostanzialmente delineato un quadro in discesa per il piano di Caltagirone che mirava a ribaltare il vertice di Mps per puntare su Fabrizio Palermo – da sempre capo azienda in sintonia con l’imprenditore e finanziere capitolino – al posto di Luigi Lovaglio. Scenari che si sono squagliati davanti ai fatti.
  3. Nonostante la messe di cronisti e inviati di finanza con rubriche telefoniche onuste di nomi e fonti in banche e dintorni, si è sottovaluta la volontà di rivincita di Banco Bpm nel dossier Mps.
  4. E che dire della caterva dei pezzi in cui si sussurravano le intenzioni dei fondi stranieri che si sarebbero accodati al nuovo corso auspicato da Caltagirone con il beneplacito del governo, anche se ieri il Mef si è astenuto? Il caso Blackrock è emblematico.
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