#ECONOMIA #TOSCANA

Piombino e il momento della verità, oltre le ideologie servono i fatti

Pablo Cinci*.

Le recenti dimissioni dell’Assessore Sabrina Nigro e l’uscita della lista “Lavoro e Ambiente” dalla maggioranza che governa il comune di Piombino non sono un semplice avvicendamento burocratico. Rappresentano, piuttosto, la naturale conclusione di una fase politica.

Questo passaggio, pur non intaccando la stabilità amministrativa del Comune, risulta politicamente dirimente: si chiude una stagione di contrapposizione ideologica per aprire finalmente lo spazio a una riflessione più matura sulla politica industriale e su una cultura di governo, elementi indispensabili per un territorio complesso come il nostro.

In questo nuovo scenario, la manifestazione dell’11 aprile scorso assume contorni quasi paradossali. Più che l’epilogo di un fenomeno sociale, vi leggiamo un repentino cambio di prospettiva politica: colpisce vedere istituzioni regionali, un tempo criticate dai comitati, sfilare oggi al loro fianco, mentre la piazza sembra aver smarrito quel consenso unanime che aveva inizialmente accompagnato l’amministrazione. È la conferma che la politica deve ritrovare i binari della realtà, superando i personalismi e le alterne fortune del consenso.

I temi concreti restano tutti sul tappeto e richiedono un impegno corale. Il territorio sconta carenze infrastrutturali storiche che non sono più accettabili: il completamento delle opere portuali è la precondizione vitale per l’esercizio dei nuovi impianti siderurgici e per la competitività dell’intero distretto industriale. A questo si aggiungono la sfida delle bonifiche e la necessità di abbattere i costi energetici per imprese e famiglie, leva fondamentale per rafforzare la nostra manifattura nel futuro.

È su questo fronte che bisogna agire con determinazione. Lo Stato otterrà un risparmio economico strutturale dal mancato spostamento della nave ITALIS LNG, stimato dall’ARERA in 436 milioni di euro. È su queste risorse che Piombino deve far valere le proprie ragioni.

Lo strumento per agire esiste: è l’Accordo di Programma di parte pubblica (ex art. 34 del TUEL). Un dispositivo capace di coordinare l’azione di tutti i soggetti istituzionali: dal Comune e l’Autorità di Sistema Portuale, fino alla Regione e ai Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture.

Nel merito registriamo con favore che diverse forze politiche hanno finalmente compreso come la permanenza della ITALIS LNG sia ormai un dato di fatto da gestire con pragmatismo per il bene della nostra comunità. A queste forze, e a tutte le componenti sociali responsabili, rivolgiamo un invito: abbandoniamo le barricate ideologiche contro il rigassificatore — una battaglia ormai fine a sé stessa — e uniamoci in una vertenza corale per ottenere garanzie e ristori adeguati.

Noi di Appello per il Lavoro siamo pronti al dialogo, mettendo a disposizione la nostra esperienza. Siamo al momento della verità. Piombino ha atteso fin troppo: si può scegliere di continuare con la litania della protesta o, finalmente, assumersi la responsabilità di governare il rilancio. Il tempo, in questa partita, non è una variabile marginale.

*Pablo Cinci è presidente di Appello per il lavoro e lo sviluppo a Piombino

Piombino e il momento della verità, oltre le ideologie servono i fatti

Sul cpr in Toscana è scontro tra

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti