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La sfida dell’AfD in Sassonia-Anhalt, il piano radicale che allarma la Germania

Ariel Piccini Warschauer.

Non è più solo un’onda che cresce, ma un vero e proprio terremoto che minaccia di abbattere le fondamenta della Germania per come l’abbiamo conosciuta dalla caduta del Muro di Berlino ad oggi. In Sassonia-Anhalt, il Land orientale dove il vento della destra radicale soffia più forte, l’Alternative für Deutschland (AfD) ha gettato la maschera. Durante l’ultimo congresso a Magdeburgo, il partito ha approvato un programma di governo che gli osservatori non esitano a definire “radicale” e apertamente etnonazionalista. L’obiettivo dichiarato? La maggioranza assoluta alle elezioni di settembre.

A guidare la carica è Ulrich Siegmund, volto giovane e popolarissimo su TikTok, capace di trasformare i palchi politici in vere e proprie arene digitali. “Tutta la Germania ci guarda, il mondo ci guarda”, ha arringato la folla ricevendo un’ovazione. Il suo messaggio è diretto, viscerale: “Non ci sentiamo più al sicuro, non riconosciamo più la nostra patria. Riprendiamoci il nostro Paese”. Un linguaggio che scavalca i tradizionali cordoni sanitari della politica tedesca e parla a un elettorato che si sente tradito da Berlino e da Bruxelles.

“Remigrazione” e stop ai profughi ucraini

Il cuore del manifesto è una svolta totale sulle politiche migratorie. Per la prima volta, il termine controverso “remigrazione” – l’allontanamento di massa di residenti con background non tedesco – non è più un tabù sussurrato in incontri segreti (come quello di Potsdam che sconvolse il Paese due anni fa), ma un punto programmatico ufficiale.

Il documento chiede la fine della “migrazione di massa culturalmente aliena e come quella islamica” e punta il dito contro i profughi ucraini: “Basta riconoscerli come rifugiati di guerra”, si legge nel testo. Una posizione che si sposa con una politica linea marcatamente filo-russa: l’AfD chiede la fine delle sanzioni energetiche contro la Russia di Vladimir Putin e l’incremento dello studio della lingua russa nelle scuole, definendo le attuali politiche del governo Scholz come “contrarie agli interessi tedeschi”.

La lotta contro l'”estinzione del popolo”

In un Land che affronta un drammatico calo demografico, la ricetta dell’AfD è un ritorno al passato più conservatore. Il partito propone: Bonus fiscali esclusivi per famiglie etnicamente tedesche; una visione della famiglia composta solo da “padre, madre e quanti più figli possibile”. Il bando delle bandiere Pride dalle scuole, colpevoli, secondo il manifesto, di promuovere “stili di vita non riproduttivi e contro natura”.

Nonostante l’intelligence interna (l’Ufficio per la Protezione della Costituzione) abbia classificato la sezione regionale come un’organizzazione di estrema destra estremista, il partito ha recentemente incassato una vittoria legale: un’ingiunzione temporanea che vieta alle autorità di utilizzare l’etichetta “estremista” fino a una sentenza definitiva. Una tregua giudiziaria che Siegmund e i suoi sostenitori usano come scudo contro le critiche.

Fuori dal centro congressi, centinaia di persone hanno manifestato al grido di “Mai più”. Ma i sondaggi, per ora, raccontano un’altra storia: una Sassonia-Anhalt che sembra pronta a consegnare le chiavi del governo a chi promette di chiudere le porte e tornare indietro nel tempo con buona pace per parole come globalizzazione e immigrazione. Se la profezia di Siegmund dovesse avverarsi a settembre, la Germania si sveglierà in un’era politica mai vista dalla fine del 1945 ad oggi.

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