Per le nomine di Estra grande fibrillazione, c’è chi ha fretta e chi vuole aspettare le elezioni di maggio
Stefano Bisi.
Fibrillazioni in Estra dopo la designazione dell’attuale presidente Francesco Macrì (nella foto) alla guida di Leonardo, l’azienda dell’aerospaziale. Da un punto di vista formale i due incarichi non sono incompatibili, ma presiedere un colosso e un mezzo colosso in contemporanea pare troppo anche a chi apprezza Macrì, come manager e come esponente di Fratelli d’Italia che ha una lunga storia nel mondo di destra. L’assetto azionario di Estra è strutturato su quattro principali multiutility toscane e marchigiane: Alia (Prato) detiene il 39,50%, seguita da Intesa (Siena) col 25,14%, Coingas (Arezzo) col 25,14% e Viva Energia (Ancona) col 10,00%.
Secondo patti parasociali spetta all’aretina Coingas l’indicazione del presidente e l’assemblea della società è fissata per 16 aprile mentre l’assemblea di Estra è convocata per il 27 dello stesso mese, ma ci sarebbe un accordo per procedere alle nomine successivamente alle elezioni comunali di fine maggio che si terranno ad Arezzo, Prato e Pistoia, le cui amministrazioni sono coinvolte nei destini della società pubblica presieduta da Macrì. Il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, quale maggior azionista in Coingas, si accinge a fare il nome di Macrì e al Corriere di Arezzo dice: “L’indicazione è condivisa con partiti e civici di centrodestra e l’intesa dei giorni scorsi non è stata messa in discussione da nessuno”. Ghinelli si è portato avanti, dal centrosinistra dicono un po’ troppo visto che nella città del Saracino il favorito è Marcello Comanducci (centrodestra) ma Vincenzo Ceccarelli e Marco Donati non voglio fare le comparse nella corsa a sindaco e, se eletti, potrebbero fare scelte diverse rispetto a quella rivelata dall’attuale primo cittadino. A Prato è superfavorito l’ex sindaco, che ritorna, Matteo Biffoni, piddino, e amico e compagno di partito dell’amministratore delegato di Estra Nicola Ciolini mentre a Pistoia la partita è aperta con le candidature di Anna Maria Celesti di Forza Italia, facente le funzioni di sindaco dopo le dimissioni forzate di Alessandro Tomasi, eletto in Regione per Fratelli d’Italia, e uno tra Stefania Nesi e Giovanni Capecchi che si sfidano alle primarie del Partito Democratico in programma il 12 aprile.
L’attuale assetto di vertice di Estra risponde a una logica geopolitica da imbarazzare perfino il compianto onorevole Cencelli, autore del famoso manuale che stabiliva gli incarichi di governo in base al peso elettorale delle correnti democristiane. Qui si va oltre perché oltre all’appartenenza politica si deve tener conto della provenienza territoriale: il presidente Francesco Macrì è aretino e di centrodestra; Nicola Ciolini, amministratore delegato è un pratese di centrosinistra, e Alessandro Fabbrini, vicepresidente, è senese del Pd. Questo assetto sarà confermato? Uno spiffero dice che Angelo Pollina, poggibonsese di centrodestra potrebbe far parte della partita come candidato presidente, perché Ciolini e Fabbrini sarebbero inamovibili e Poggibonsi è in provincia di Siena ma si sente distante dal capoluogo di provincia.




