L’azienda per la reindustrializzazione dell’area Beko non arriva e i sindacati dicono no alla ricollocazione individuale dei dipendenti
Ricollocazione individuale per gli ex lavoratori di Beko dello stabilimento di viale Toselli a Siena: è questa la proposta fatta ieri dall’azienda, tramite l’advisor Sernet, ai sindacati. Un’offerta che stride con tutto il lavoro fatto negli ultimi anni sulla vertenza dalle istituzioni e dagli stessi sindacati per provare a mettere in atto un processo che porti in Viale Toselli un nuovo soggetto reindustrializzatore. Proprio per questo motivo la proposta è stata rifiutata.
“Come parti sociali – afferma Daniela Miniero, segretaria della Fiom Cgil di Siena -, abbiamo ovviamente declinato questa possibilità, dopo aver fatto uno sforzo di memoria per ricordare alla Beko che il suo compito è quello di individuare un reindustrializzatore in grado di garantire un futuro lavorativo non solo a chi è ancora agganciato alla speranza di una reindustrializzazione, ma anche di dare un futuro industriale al territorio di Siena. Abbiamo ribadito che il nostro impegno è quello di vigilare affinché l’accordo firmato al Ministero venga concretizzato e attuato. In caso contrario, ricordiamo che nell’accordo è previsto che, se entro settembre 2027 non sarà stato individuato alcun reindustrializzatore, il tavolo dovrà essere riaperto”. Lo scrive La Nazione.
Sembrava facile. Sembrava, appunto.





