Primarie del centrosinistra inevitabili? Schlein propone ai leader di chiudersi in una stanza
Paolo Mazzanti su InPiù si chiede come e quando il centrosinistra dovrà scegliere il candidato da proporre ai cittadini per guidare il Paese alle elezioni politiche del 2027. Scrive: Se il centrodestra e’ alle prese col rebus del rilancio, il centrosinistra e’ finito nel labirinto delle primarie per scegliere il leader della coalizione. Chi le chiede, chi si candida, chi si dice disponibile, chi le teme e preferirebbe la scelta di un “nuovo Prodi piu’ giovane” da parte dei leader. Ma non e’ facile: Prodi lo scelse D’Alema (e dal giorno dopo cominciò a fargli la guerra) perche’ pensava che un ex comunista, cioe’ lui stesso, non sarebbe stato votato come premier. Ma oggi? Oggi tutti i leader, a cominciare da Schlein e Conte, ambiscono legittimamente a Palazzo Chigi ed e’ difficile convincerli a lasciare il passo e concedere la loro forza ad altri. Quindi le primarie appaiono inevitabili. A meno che i due non si accordino tra loro su un percorso condiviso. In altri tempi, De Mita e Craxi concordarono una staffetta (due anni e mezzo per uno), ma come si sa non funzionò. Tuttavia, la politica puo’ essere creativa. Tenendo anche conto che il prossimo Parlamento dovra’ eleggere il Capo dello Stato. Cio’ che non si comprende e’ come mai dopo la vittoria referendaria i leader del centrosinistra non sentano la necessità di incontrarsi per decidere almeno il percorso da qui alle elezioni. Per ora sembrano uniti solo nell’opporsi alla riforma elettorale proposta dalla Meloni, che prevede un forte premio di maggioranza e, guarda caso, l’indicazione del candidato premier prima delle elezioni”.
Ma in serata a Realpolitik, condotta da Tommaso Labate su Rete4, la segretaria del Pd Elly Schlein (nella foto) ha invitato gli altri leader del centrosinistra a chiudersi in una stanza per fare proposte unitarie al Paese.





