Giacomo Puccini, le celebrazioni non sono finite
Roberto Pizzi.
Durante il 2024 numerose iniziative hanno ricordato il centesimo anniversario della morte delgrande musicista lucchese Giacomo Puccini (29 novembre 1924). Dato lo spessore internazionale del personaggio, le celebrazioni non si sono esaurite in quell’anno e sono proseguite giungendo fino a pochi giorni fa, quando è stato presentato al pubblico da parte dell’Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti, il volume dal titolo “L’ultimo atto. Giacomo Puccini e Luca Orsini Baroni nel fondo dell’Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti”. Tale opera raccoglie la documentazione relativa all’ultimo periodo di vita del compositore lucchese, ricoverato a Bruxelles nel vano tentativo di un’operazione chirurgica che sarebbe poi fallita.
Il volume pubblicato per i tipi di Maria Pacini Fazzi editore (in edizione numerata e limitata a 300 esemplari) è curato dalla professoressa Gabriella Biagi Ravenni, autrice anche del capitolo “ Le Carte del fondo Orsini Baroni” ed oltre alle parti introduttive del presidente dell’Accademia, Marco Paoli e del segretario Don Piero Ciardella (più una nutrita serie di Tavole), contiene altri trecapitoli. Uno è firmato da Elena Ceccarini e porta il titolo: “Luca Orsini Baroni (1871-1948)”; un altro è opera di Rosario Marchesi Ragona, Silvia Capobianco e Stefano Berrettini: “I primi sintomi, l’intervento, la morte a Bruxelles alla luce dei documenti dell’Accademia Lucchese”; infine, l’ultimo è curato
da Raffaele Domenici e da Vincenza D’Onghia: “Il diabete, una temibile comorbilità“, ed in esso si evidenzia come questa malattia (prima ancora del tumore) avesse infierito sul corpo malato di Giacomo Puccini, logorato da anni di diabete mellito, scoperto nel 1903 dopo un incidente d’auto.
Questo libro porta alla luce, per la prima volta , a più di cento anni dalla morte del musicista, una serie di importanti documenti che raccontano gli ultimi suoi giorni trascorsi, nel novembre 1924, nella clinica del prof. Louis Ledoux, a Bruxelles. Tali fogli giacevano dal 1938 presso l’Accademia lucchese ed erano stati secretati per disposizione del donatore. Il fondo relativo contiene cartelle cliniche, notizie sui trattamenti radiochirurgici altamente innovativi ai quali fu sottoposto invano Puccini, per combattere il tumore alla gola, varie fotografie e il carteggio dell’allora ambasciatore italiano a Bruxelles, Luca Orsini Baroni, che redasse un dettagliato e riservato resoconto degli ultimi giorni del Maestro, destinato a Benito Mussolini. Luca Orsini Baroni, di origini pisane (Fornacette, 10 maggio 1871 – Roma, 27 novembre 1948), importante diplomatico e politico italiano che nel 1933 venne nominato senatore del Regno d’Italia, amico di Puccini ed estimatore della città di Lucca, volle donare questi documenti alla sua Accademia,ponendo però un vincolo esplicito che nessuno privato li esaminasse, né li pubblicasse. L’Accademia ha conservato tale carteggio dal 19 novembre 1938 (compreso una maschera funebre in bronzo modellata sulla salma del musicista) fino ai giorni nostri, quando ogni limite temporale per la riservatezza era giuridicamente decaduto.
Si è ipotizzato che la donazione da parte del senatore fosse avvenuta per guadagnare qualche benemerenza, utile per difendere sua moglie, Lili Gutmann che era di origini ebraiche e che possedeva una nota villa nella Lucchesia. Proprio nel 1938 erano entrate in vigore le famigerate leggi razziali, che vietavano agli ebrei anche i possessi immobiliari, ma che contemplavano alcune norme che attenuavano le conseguenze per chi avesse conseguito eccezionali benemerenze per studi, o donazioni di particolare rilievo.
Comunque, finalmente pubblicati, i documenti del fondo Orsini Baroni finora “segreti“ saranno utili strumenti per ulteriori ricerche, anche per la storia della medicina, poiché essi mettono sotto i riflettori il corpo del Maestro, gli studi e la lotta contro il diabete e il cancro.
Resta ancora a nostro giudizio però un altro argomento che prima o poi occorrerà trattare, per completare la storia della vita di i Puccini. Non risulta al momento che nessuno abbia speso una parola su ciò che riguarda il suo rapporto con la Massoneria. C’è stato un legame tra uno dei più grandi compositori italiani di tutti i tempi e questa associazione?
I proverbi sono ritenuti fonte di saggezza. Fra questi è arcinoto quello che recita: “dimmi con chi vai, ti dirò chi sei”. Se ciò fosse vero, le vicinanze ideali e fisiche che sono state provate fra il maestro e molti suoi amici farebbero propendere per una risposta positiva alla questione posta. Ma di tutto ciò ci sarà occasione di riparlarne in futuro.




