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Anche Nordio stava per dimettersi ma Giorgia lo blocca. Per ora

I giornali e Openonline spiegano quello che è successo a Palazzo Chigi il 24 marzo.

Certo, prima di decidere potevano almeno fargli un fischio. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio nell’immediatezza dei risultati del referendum ha assicurato che non voleva dimettersi. E anche che tutto il governo era saldo. Compresi Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi. Il giorno dopo ha detto la stessa cosa al Corriere della Sera e alla Stampa e in un’intervista a Startsu SkyTg24: «Non mi dimetto. Bartolozzi? La sua posizione non è in discussione. Delmastro? Chiarirà». Appena otto ore dopo Delmastro e Bartolozzi si erano già dimessi. E i retroscena dei giornali raccontano che anche lui è stato sull’orlo dell’addio. Ma Meloni lo ha fermato un attimo prima che prendesse la porta. Nel pomeriggio il destino di Delmastro e Bartolozzi è già segnato, spiega Repubblica. Ma Nordio non lo sa. Per questo va in tv a dire il contrario. Intanto in via della Scrofa ci sono Arianna Meloni e Giovanni Donzelli ai quali si aggiunge Delmastro. Si decide per l’addio del sottosegretario. E a quel punto la premier telefona al guardasigilli: proprio per chiedergli il passo indietro di Bartolozzi. Ma il ministro non ci sta. Difende la sua capa di gabinetto. E minaccia le dimissioni. Poi, dopo un incontro con i due, a quanto pare la minaccia rientra. Ma lui cancella un’intervista programmata con il Tg1 delle 20. Secondo il Corriere della Sera se Nordio dovesse lasciare, visto che è in bilico anche Santanchè, si rischia il rimpasto e un nuovo voto del parlamento. Per questo il ministro viene risparmiato dalla mattanza.

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