#POLITICA #ULTIME NOTIZIE

I caduti della Resistenza non sono uguali a quelli della Repubblica Sociale

Gianni Oliva su La Stampa contesta l’idea, riproposta periodicamente e rilanciata anche da Ignazio La Russa, di ricordare il 25 aprile insieme i caduti della Resistenza e quelli della Repubblica Sociale in nome della “buona fede” di entrambi. Oliva distingue nettamente tra la buona fede, categoria che riguarda le scelte individuali, e il giudizio storico, che riguarda invece i progetti per cui si combatte. Nella storia non contano le intenzioni soggettive, ma la natura delle cause in conflitto. Richiamando Italo Calvino, Oliva afferma che la differenza tra partigiani e fascisti stava nel fatto che i primi erano “dalla parte della ragione” e i secondi “dalla parte del torto”. Tra il 1943 e il 1945 si confrontarono infatti due progetti inconciliabili: da un lato la continuità del fascismo di Salò, legata alla guerra, all’alleanza con Hitler, alle persecuzioni razziali e a un’Europa fondata sulla gerarchia tra i popoli; dall’altro il progetto antifascista, volto alla pace, alla fine delle discriminazioni, al diritto e alla giustizia. È questo progetto che ha reso possibile la democrazia e la Costituzione. Per questo la democrazia è sempre antifascista. Da qui la critica all’idea di commemorare indistintamente tutti i caduti: non sarebbe pietas, ma negazione della storia, perché equivarrebbe a onorare insieme due progetti opposti. I monumenti della Liberazione non ricordano solo individui, ma le ragioni per cui sono morti, il prezzo della rinascita e il senso della memoria pubblica. Celebrare entrambe le parti significherebbe cancellare il significato storico del 25 aprile. Oliva avverte inoltre che invocare la buona fede è pericoloso: la sincerità di chi combatte non rende giusta la causa per cui combatte. Come accade per il fanatismo terrorista, anche una convinzione profonda può sostenere un progetto criminale. Per questo le istituzioni non devono confondere vicende individuali e storia dei popoli, ma commemorare il progetto che ha dato all’Italia la Costituzione democratica. È questo, conclude Oliva, il senso e l’attualità del 25 aprile.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti