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Nervi tesi sulla riforma della giustizia con 51 magistrati che replicano a Gratteri

Nervi tesi sulla riforma della giustizia dopo le esternazioni del procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri. Si segnala l’iniziativa di 51 magistrati che puntano il dito contro “l’assordante silenzio dell’Anm” e si scusano “con i cittadini che si sono sentiti oltraggiati” dalle affermazioni del procuratore. Poi l’affondo: “Aumentano le adesioni dei magistrati che votano sì, ci indaghi tutti signor Gratteri”. A sostegno del procuratore generale di Napoli, che ieri aveva accostato chi voterà Sì al referendum del 22 e 23 marzo ai centri di potere occulti, mentre “le persone perbene” voteranno no, si pronunciano i consiglieri togati del Csm di Area Dg, di Magistratura democratica e di Unicost insieme a sei dei sette consiglieri di Magistratura indipendente, all’indipendente Roberto Fontana e ai laici Roberto Romboli ed Ernesto Carbone, secondo i quali la polemica sulle singole frasi di Gratteri “non serve a nessuno e distorce il senso delle argomentazioni”. Peraltro, aggiungono, in un Paese come il nostro, “segnato dal peso delle grandi organizzazioni criminali”, interrogarsi su “interessi e convenienze, anche criminali, che possono girare intorno a una riforma non è un’eresia”. Ma, attenzione, avvertono, il Csm “non può essere trascinato nel dibattito referendario, ventilando iniziative in chiave disciplinare” all’indirizzo di Gratteri come era stato ipotizzato.

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