Unicredit smentisce l’esistenza di trattative con Delfin sulla quota che la holding della famiglia Del Vecchio detiene in Banca Mps
L’investimento in Generali resta “finanziario, stiamo osservando perché l’ambiente si sta muovendo e, quindi, in funzione di quello prenderemo le nostre decisioni”, ha detto l’amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel in un’intervista a Class Cnbc nel giorno della presentazione del miglior semestre della storia della banca, chiuso con un utile netto di 6,1 miliardi di euro. Un risultato che ha permesso a Piazza Gae Aulenti di alzare la guidance sull’utile del 2026 che, si stima, sarà ben superiore a 11 miliardi di euro, circa 11,5 miliardi escludendo i costi di integrazione.
Il manager ha ribadito che “per il momento, l’abbiamo detto più di una volta, siamo osservatori”, della seconda fase del risiko bancario innescata in Italia dall’opas di Intesa Sanpaolo su Mps. Ma più che come una chiusura le parole di Orcel suonano più come un “aspettiamo e vediamo quello che succede”. In Italia, ha poi aggiunto in call “ci troviamo in uno scenario in cui, in 4 o 5 anni, potremmo guadagnare organicamente metà della quota di mercato che otterremmo acquistando una di queste banche di medie dimensioni, e a costo zero”. Lo spiffero lo riporta Firstonline.
Parlando del Monte dei Paschi il manager ha però smentito seccamente l’esistenza di trattative con Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, in merito alla quota che la finanziaria lussemburghese detiene nel capitale di Rocca Salimbeni (pari al 17,53%).





