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Italia del credito a due velocità: boom di mutui al Nord, gap di genere e la mappa dei tassi 2026

Il panorama creditizio italiano al 31 marzo 2026 restituisce la fotografia di un Paese a più velocità, in cui la divergenza territoriale e settoriale detta le rigide regole dell’accesso alla liquidità, come emerge chiaramente dall’analisi dei dati provenienti da due fascicoli della collana Statistiche per la tematica “Banche, istituzioni finanziarie, moneta e mercato finanziario” recentemente pubblicati dalla Banca d’Italia. La rivista Euroborsa commenta i dati.

Sul fronte delle società non finanziarie e delle famiglie produttrici, si registra una decisa contrazione dei prestiti in regioni come la Valle d’Aosta, che segna un drammatico -14,2%, seguita dalla Liguria con un -4,9% e dalla Sardegna con un -3,1%, mentre il Lazio spicca in netta controtendenza mettendo a segno un formidabile rialzo dell’11,6% su base annua.

Completamente diverso è lo scenario per le famiglie consumatrici, dove il segno più domina incontrastato l’intera Penisola: a trainare la crescita dei finanziamenti sono la Lombardia con il 4,0% e l’Emilia-Romagna con il 3,9%, indicando una robusta propensione all’indebitamento.

“L’esame delle consistenze dei mutui per l’acquisto di abitazioni conferma la centralità del Settentrione, con il Nord Ovest che svetta a quota 143.561 milioni di euro contro gli 82.960 milioni del Sud e delle Isole”, si evince dalle dichiarazioni a margine delle statistiche ufficiali che misurano le masse erogate.

Ad arricchire questo quadro macroeconomico si aggiunge un’interessante, seppur asimmetrica, distribuzione di genere nell’allocazione del credito alle famiglie consumatrici: a livello nazionale, le cointestazioni rappresentano il bacino principale assorbendo il 45,0% dei prestiti, ma laddove il debito è monointestato, i maschi concentrano il 34,9% delle erogazioni contro appena il 20,1% destinato alle femmine.

“Si tratta di uno squilibrio strutturale che si riflette in modo disomogeneo sul territorio, con il Sud dove le donne si fermano al 18,4% dei volumi, a fronte del 22,4% registrato nel Centro”, osservano gli analisti interpellati sui nuovi dati regionalizzati.

Passando al costo del denaro per le famiglie che acquistano casa, la mappa dei tassi di interesse (TAE) disegna una geografia peculiare in cui la Sardegna offre le condizioni in assoluto più vantaggiose al 2,70%, tallonata dalla Basilicata al 2,77%, mentre al vertice opposto la Sicilia sconta i finanziamenti più onerosi con un tasso del 3,06%, immediatamente seguita dal Veneto al 2,96%.

Sul versante cruciale della qualità del credito, il sistema bancario continua a fare i conti con un portafoglio di prestiti deteriorati che a livello nazionale, sempre nel primo trimestre 2026, si attesta a ben 45.731 milioni di euro. Le dichiarazioni degli esperti confermano che “il peso maggiore deriva dalle inadempienze probabili, a quota 24.215 milioni, mentre le sofferenze al lordo delle svalutazioni assorbono 15.148 milioni”.

Questa forte dicotomia tra un’Italia del Nord affamata di mutui residenziali e un’imprenditoria locale in grave sofferenza in specifiche aree alpine o costiere riflette, in ultima analisi, l’urgenza di ricalibrare le politiche di affidamento, tenendo conto anche di dinamiche complesse come quelle del pluriaffidamento, che per le sole banche segnalanti vede ancora masse di accordato operativo per 666.465 milioni di euro concentrate su clienti che vantano oltre quattro affidamenti simultanei.

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