Renzi può far danni al centrosinistra, per Travaglio meglio che stia fuori dal Campo largo
Il direttore Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano contesta l’idea che Matteo Renzi possa rappresentare un valore aggiunto per il centrosinistra. Citando un sondaggio realizzato da Lab21 per La Notizia, l’autore evidenzia come una parte consistente degli intervistati consideri Italia Viva una forza più respingente che attrattiva e ritenga che la presenza di Renzi possa ostacolare alcune tradizionali battaglie del campo progressista. Secondo Travaglio, questi dati confermerebbero che l’apporto elettorale dell’ex presidente del Consiglio non compenserebbe le perdite che la sua presenza potrebbe provocare tra gli elettori del Movimento 5 Stelle e della sinistra. Per questo critica le ricostruzioni di alcuni commentatori politici che attribuiscono a Renzi un ruolo decisivo nell’ascesa politica del generale Roberto Vannacci. L’editorialista prende di mira in particolare le interpretazioni secondo cui Renzi starebbe contribuendo a rafforzare Vannacci per indebolire Giorgia Meloni.
A suo giudizio, questa tesi è contraddittoria, perché il consenso raccolto dal generale finirebbe comunque per gravitare nell’area della destra, ampliandone potenzialmente il bacino elettorale. Travaglio ripercorre poi alcune delle scelte politiche di Renzi, sostenendo che nel corso degli anni abbiano favorito indirettamente la crescita di Matteo Salvini prima e della stessa Meloni poi. Da qui la critica alla continua ricerca di nuovi spazi politici e alleanze da parte del leader di Italia Viva.
Nella parte finale dell’articolo, l’autore utilizza la metafora del “parassita” per descrivere la strategia politica di Renzi, accusandolo di legarsi di volta in volta a soggetti diversi per trarne vantaggio. Anche il presunto ruolo di consigliere o sostenitore di Vannacci viene interpretato da Travaglio come l’ennesimo tentativo di ritagliarsi centralità nel dibattito politico. La conclusione è ironica: secondo l’editorialista, l’esperienza politica di Renzi dimostrerebbe che i suoi interventi producono spesso effetti opposti rispetto a quelli dichiarati.





