#ESTERI #ULTIME NOTIZIE

Nuove ombre sull’Unrwa, l’agenzia governativa americana chiede la sospensione dei fondi per dirigenti scolastici, medici e impiegati

Ariel Piccini Warschauer.

Una nuova, pesante ondata di accuse investe l’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, riaccendendo il dibattito internazionale sulle infiltrazioni terroristiche all’interno delle strutture umanitarie nella Striscia di Gaza. L’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID) ha formalmente segnalato al Dipartimento di Stato americano 101 dipendenti – tra personale in servizio ed ex collaboratori – chiedendone l’immediata sospensione o l’interdizione dai programmi di finanziamento statunitensi.

L’indiscrezione, rivelata inizialmente dal quotidiano The Jerusalem Post, traccia una mappa dettagliata e inquietante di presunte complicità e doppi ruoli che legano a doppio filo dipendenti ONU e sigle del terrore come Hamas e la Jihad islamica. 

I profili emersi dall’inchiesta coprono l’intero spettro operativo dell’agenzia ONU sul campo. Tra i 101 segnalati non figurano solo addetti alla sicurezza, ma anche dirigenti scolastici, insegnanti, assistenti sociali, consulenti psicosociali e professionisti sanitari come medici e infermieri. Figure di riferimento educativo e sociale che, secondo i dossier americani, avrebbero vissuto una spaventosa e inquietante doppia vita.

I dettagli emersi dall’analisi dell’USAID delineano responsabilità specifiche di alto livello: Due vicepresidi di una scuola dell’UNRWA sono accusati di aver ricoperto incarichi di vertice nelle Brigate Izz ad-Din al-Qassam, il braccio armato di Hamas. Un dipendente dell’agenzia avrebbe prestato servizio come vice comandante di compagnia, mentre un altro viene indicato come capo della brigata di Khan Yunis e responsabile del sequestro di numerosi civili israeliani.  Un altro vicepreside avrebbe guidato un plotone nel battaglione Nuseirat, coordinando le comunicazioni radio proprio durante i massacri del 7 ottobre 2023. Nel dossier si fa menzione anche di un insegnante che avrebbe trasportato e consegnato due missili anticarro in un punto di raccolta prestabilito, armi poi utilizzate dai miliziani durante l’incursione in territorio israeliano.

Per alcuni di questi nomi erano già emersi sospetti in passato, ma l’intelligence e le verifiche sul campo condotte negli ultimi mesi hanno portato alla luce prove e dettagli giudicati “schiaccianti” dalle autorità statunitensi. “Prendiamo queste accuse molto, molto seriamente. Qualsiasi violazione del principio di neutralità rivolta al nostro personale sarà trattata con la massima fermezza, comprese le presunte appartenenze a gruppi palestinesi soggetti a sanzioni”.

— Portavoce dell’UNRWA al The Jerusalem Post

La mossa di USAID rischia di assestare un colpo definitivo alla credibilità dell’agenzia ONU, già da tempo nel mirino delle autorità israeliane e al centro di aspre polemiche a Washington e nelle capitali europee. Sebbene l’UNRWA ribadisca la politica di tolleranza zero verso il terrorismo, la capillarità delle infiltrazioni descritta nel rapporto riapre lo scontro politico sulla gestione degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, sollevando interrogativi su come sia stato possibile, per anni, finanziare con fondi occidentali stipendi di soggetti organici alla struttura militare di Hamas.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti