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Putin e Trump, due presidenti in cerca di una via d’uscita dai conflitti che li logorano

Rocco Cangelosi su InPiù scrive di Trump e Putin che appaiono oggi come due presidenti in cerca di una via d’uscita dai conflitti che li logorano: l’Ucraina per il Cremlino, l’Iran per Washington. Entrambi parlano di pace, ma entrambi pretendono condizioni che somigliano più a una resa dell’avversario che a un compromesso realistico. E il punto è proprio questo: la situazione sul terreno non giustifica le pretese massimaliste né dell’uno né dell’altro.vIn Ucraina, la guerra sta cambiando natura. Kyiv ha spostato il baricentro del conflitto, colpendo in profondità il territorio russo e incrinando l’immagine d’invulnerabilità di Mosca. Gli attacchi su San Pietroburgo, persino durante la Davos russa, hanno mostrato che la Russia non è più solo il fronte da cui parte l’offensiva, ma anche un territorio esposto. In questo quadro, la richiesta di Putin di congelare le conquiste territoriali appare difficilmente accettabile: significherebbe legittimare un risultato che la realtà militare non conferma.
 
Sul fronte iraniano, Trump cerca un risultato politico da spendere a livello interno, ma la questione va oltre il dossier nucleare. Una possibile intesa passa dal cessate il fuoco in Libano e dal ritiro delle truppe israeliane, condizioni che Teheran considera imprescindibili. Netanyahu, però, stretto tra pressioni internazionali e un calendario elettorale che lo rende ancora più rigido, non intende accettare un ritiro che verrebbe percepito come una sconfitta. Anche qui, dunque, la diplomazia resta bloccata. In questo scenario sorprende l’atteggiamento di Giorgia Meloni, che ha disertato il vertice in Montenegro sull’allargamento europeo — con l’Ucraina al centro del dibattito — e non ha partecipato alla riunione degli E3 a Londra, convocata per esplorare un’iniziativa diplomatica verso Mosca. Il governo italiano, che pretende di porsi come ponte tra Mediterraneo, Europa e Stati Uniti, sembra rinunciare al proprio ruolo proprio nel momento in cui l’Europa avrebbe bisogno di compattezza e di una voce credibile. Trump e Putin cercano la pace, ma una pace alle loro condizioni. E mentre le grandi potenze si muovono tra ambizioni interne e calcoli geopolitici, l’Europa appare divisa, esitante, incapace di esercitare quella pressione diplomatica che sarebbe necessaria per aprire davvero un negoziato.

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