Scontro totale nei cieli del Medio Oriente, l’Idf demolisce la contraerea di Teheran ma l’Iran minaccia se verrà toccato il Libano
Ariel Piccini Warschauer.
Le immagini rilasciate nelle ultime ore dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) non lasciano spazio a interpretazioni: la morsa aerea dello Stato Ebraico si sta stringendo inesorabilmente attorno al cuore della Repubblica Islamica. In un’operazione notturna e mattutina ad altissima intensità, decine di caccia dell’Aeronautica militare israeliana (IAF) hanno penetrato lo spazio aereo iraniano, colpendo in profondità nove sistemi di difesa aerea strategici dislocati nelle regioni centrali e occidentali del Paese.
Il video diffuso dal comando militare mostra con precisione chirurgica il momento in cui una di queste postazioni, pesantemente armata con missili terra-aria e destinata a intercettare i jet con la Stella di David, viene polverizzata in una scia di esplosioni secondarie. I vertici dell’IDF hanno commentato il successo della missione sottolineando come l’incursione abbia drasticamente ridotto la capacità di rilevamento e reazione di Teheran, espandendo ulteriormente la totale libertà d’azione dei caccia israeliani e spianando la strada a future, inevitabili operazioni volte a neutralizzare le minacce dirette contro i civili israeliani. Molte di queste installazioni radar erano state riposizionate di recente dal regime nel disperato tentativo di ripristinare uno scudo protettivo già ampiamente compromesso durante le precedenti fasi del conflitto.
Sul fronte diplomatico, la risposta della Repubblica Islamica non si è fatta attendere, muovendosi sul sottile filo del baratro fra de-escalation e minaccia globale. Il comando militare d’emergenza iraniano Khatam al-Anbiya ha annunciato ufficialmente il “cessate il fuoco” e l’interruzione dei lanci di missili balistici verso il territorio israeliano, dichiarando concluse le operazioni belliche dirette delle proprie forze armate. Un passo indietro che molti analisti leggono come la diretta conseguenza del devastante raid subito dalla propria contraerea.
Tuttavia, all’annuncio del congelamento delle ostilità fa eco un avvertimento durissimo che sposta il fulcro delle tensioni pochi chilometri a nord di Gerusalemme. Il regime degli Ayatollah ha infatti ammonito l’ esercito israeliano che qualsiasi prosecuzione delle “operazioni di aggressione e di annessione di territori” nel sud del Libano comporterà un’immediata ripresa delle ostilità. “Se gli attacchi in Libano continueranno, la risposta di Teheran sarà molto più dura, devastante e schiacciante rispetto a tutto ciò che si è visto finora”, si legge nella nota diramata dai media ufficiali iraniani e ripresi dai media sciiti libanesi, come la tv di Hezbollah, al Manar.
Il Medio Oriente si trova così sospeso in un paradosso geopolitico: mentre i caccia israeliani dimostrano di poter colpire con la massima sicurezza e precisione e di poter accecare i radar di Teheran, l’Iran tenta in modo retorico di porre una linea rossa invalicabile attorno alle storiche postazioni di Hezbollah in territorio libanese, minacciando una nuova e distruttiva pioggia di fuoco contro Israele. Restano però i fatti, al di là della bieca retorica del regime degli ayatollah: mentre Teheran minaccia a vuoto, Israele colpisce con precisione chirurgica a migliaia di chilometri dai propri confini.





