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La Commissione europea fa credito all’Italia ma richiama su vecchi problemi strutturali

Mario Deaglio su La Stampa scrive che le recenti indicazioni della Commissione europea mostrano che l’Italia continua ad avere davanti a sé un percorso difficile ma ancora aperto all’interno del progetto europeo. L’autore osserva che Bruxelles torna a richiamare alcuni problemi strutturali già evidenziati in passato: l’elevata evasione fiscale, il peso del lavoro sommerso e la scarsa efficienza della pubblica amministrazione. In particolare, la lentezza burocratica continua a scoraggiare gli investimenti, poiché i tempi necessari per autorizzare nuovi impianti industriali risultano spesso paragonabili ai tempi di realizzazione degli stessi progetti in altri Paesi europei. Deaglio sottolinea inoltre come la situazione dei conti pubblici resti fragile. La revisione del deficit dal 3,0 al 3,1 per cento del Pil mantiene infatti l’Italia nella procedura di infrazione europea, mentre il debito pubblico continua a crescere più rapidamente dell’economia e ha raggiunto il 137,1 per cento del Pil. Un livello che avvicina il Paese ai valori più elevati dell’Unione e solleva interrogativi sulla sostenibilità futura per le nuove generazioni. Accanto a questi nodi strutturali, l’autore richiama alcune questioni considerate tecniche ma rilevanti per la riduzione delle disuguaglianze, come la riforma del catasto, con la revisione delle rendite immobiliari, e il riordino delle concessioni balneari. L’editoriale si sofferma poi sulle nuove priorità europee illustrate dal commissario all’Economia Valdis Dombrovskis. La Commissione propone di ampliare le clausole che consentono maggiore flessibilità di bilancio per includere investimenti destinati alla sicurezza energetica e alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Gli Stati membri potrebbero così destinare risorse aggiuntive, entro limiti definiti, a interventi capaci di rafforzare la “resilienza strutturale” dei sistemi energetici. Per Deaglio, dietro questa espressione tecnica vi è un obiettivo molto concreto: costruire un’Europa più capace di resistere agli shock e alle interruzioni delle forniture energetiche. In un contesto internazionale instabile, conclude, anche la capacità di garantire continuità e sicurezza nelle reti energetiche diventa parte integrante del futuro progetto politico europeo.
 

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