Anche Sechi attacca il ministro italiano Ben-Gvir
Nel suo editoriale pubblicato su Libero, il direttore Mario Sechi critica duramente il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir, definendo le sue azioni un grave danno politico e comunicativo per Israele. Secondo l’autore, il comportamento dell’esponente dell’estrema destra israeliana avrebbe finito per indebolire la credibilità internazionale dello Stato ebraico e rafforzare la propaganda dei suoi avversari, compresi Hamas e i movimenti filo-palestinesi. Sechi sostiene che Ben-Gvir rappresenti una componente estremista e “tossica” interna a Israele, capace di compromettere soprattutto il fronte della comunicazione internazionale, che l’editorialista considera uno dei più delicati nella guerra in corso. A suo giudizio, le posizioni del ministro alimenterebbero inoltre tensioni e ostilità verso le comunità ebraiche all’estero, comprese quelle italiane. L’editoriale afferma che le azioni e le dichiarazioni di Ben-Gvir contribuiscano a creare una falsa equivalenza morale tra Israele e Hamas, danneggiando la legittimità della causa israeliana e il diritto dello Stato ebraico alla sicurezza e all’esistenza. Secondo Sechi, il governo guidato da Benjamin Netanyahu dovrebbe isolare politicamente il ministro, prendendo misure più nette nei suoi confronti dopo le critiche già espresse da Netanyahu e dal ministro degli Esteri Saar. L’autore critica poi anche Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle per la posizione assunta sulla vicenda della Flotilla. In particolare viene preso di mira il deputato pentastellato Carotenuto, arrestato durante l’operazione israeliana. Secondo Sechi, il parlamentare avrebbe contribuito a equiparare la situazione degli attivisti fermati a quella degli ostaggi israeliani rapiti da Hamas, creando una confusione morale tra vittime e terroristi. L’editoriale conclude sostenendo che sia gli estremismi interni al governo israeliano sia alcune posizioni della sinistra occidentale finiscano per produrre effetti dannosi sul piano politico e culturale.





