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Vincono i concorsi pubblici e scappano perché gli affitti delle case sono insostenibili

Affitti alle stelle a Firenze e anche in alcune città della Toscana. Se ne occupa La Nazione con un articolo in cui riferisce una proposta di Cgil e Sunia. Vinci un concorso pubblico a Firenze, fai i conti con gli affitti e poi rinunci al posto. Succede sempre più spesso, secondo il Sunia, il sindacato degli inquilini della Cgil, che lancia l’allarme sulla crisi abitativa nel capoluogo toscano. Una situazione che non riguarda più soltanto studenti o famiglie fragili, ma anche lavoratori privati e dipendenti pubblici. “Il 70% di coloro che vincono un concorso nella pubblica amministrazione – spiega il sindacato – una volta scoperto che a Firenze servono almeno mille euro al mese per un appartamento o poco meno per una stanza, rinuncia all’incarico oppure chiede il trasferimento dopo poco tempo”. Il motivo è soprattutto economico: il costo della casa arriva ormai a erodere circa il 60% del reddito. Una percentuale che rende sempre più difficile vivere stabilmente in città.

Per il Sunia servirebbe un forte incremento degli alloggi a canone calmierato. “Se ci fossero 7mila case a prezzi sostenibili le riempiremmo subito”, afferma Fabio Seggiani, segretario generale del sindacato. I canoni concordati, ricorda, variano dai 5,50 euro al metro quadrato nelle zone più periferiche fino ai 18 euro a mq del centro storico. A pesare è anche la trasformazione del mercato immobiliare. “Stiamo registrando una crescita del 30% dei contratti transitori – aggiunge Seggiani – e continua a esserci tanto nero”. Contratti brevi, spesso utilizzati per studenti e lavoratori fuori sede, che contribuiscono a rendere ancora più instabile il mercato delle locazioni.

Cambia anche la struttura degli appartamenti. Secondo quanto rilevato dalla Metrocittà e richiamato dal Sunia, nelle zone servite dalla tramvia stanno aumentando le richieste di frazionamento degli alloggi più grandi, soprattutto quelli tra i 100 e i 120 metri quadrati. Un fenomeno che punta a moltiplicare le locazioni trasformando case familiari in mini appartamenti o stanze da affittare separatamente. Sul tavolo resta poi il tema delle abitazioni vuote. Per il sindacato degli inquilini sarebbero circa 30mila gli immobili sfitti nell’intera provincia di Firenze. Case che, se immesse sul mercato degli affitti ordinari, potrebbero contribuire a ridurre la pressione abitativa e forse anche i prezzi delle locazioni.

In questo quadro nasce la collaborazione tra Caaf Cgil Toscana e Sunia, presentata come il primo accordo nazionale di integrazione dei servizi tra il sindacato degli inquilini e il centro di assistenza fiscale della Cgil. L’obiettivo è creare una rete di assistenza capillare per proprietari e inquilini su tutto il territorio toscano. Il servizio offrirà consulenza sulla stesura e registrazione dei contratti, supporto sulle agevolazioni fiscali e informazioni aggiornate sui diritti legati all’abitare. Le tariffe e le modalità di assistenza saranno uniformi in tutta la regione. Destinatari dell’iniziativa saranno proprietari di immobili, famiglie, studenti universitari fuori sede e lavoratori che devono stipulare o rinnovare un contratto di locazione.

Per Rossano Rossi, segretario generale della Cgil Toscana, l’accordo “rappresenta un passo importante per rafforzare concretamente la tutela del diritto all’abitare”. Una risposta necessaria in una fase in cui il tema della casa è diventato centrale per famiglie, pensionati, studenti e lavoratori. Claudio Guggiari, presidente del Caaf Cgil Toscana, definisce invece l’intesa “un modello che può essere replicato a livello nazionale”, mentre Seggiani sottolinea la necessità di “fornire risposte omogenee e capillari” in una crisi abitativa che “ha ormai superato il carattere dell’emergenza”. Firenze, intanto, continua a fare i conti con affitti sempre più alti e una città che rischia di diventare inaccessibile anche per chi ha un lavoro stabile.

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