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Un dramma nel dramma, la madre di Sempio ricoverata per un’overdose di farmaci

Ariel Piccini Warschauer.

La tensione, il peso dei sospetti, l’ombra del delitto di Chiara Poggi che improvvisamente si abbatte sulle mura di casa. Troppo, forse, da sopportare per una madre. Daniela Ferrari, mamma di Andrea Sempio – il giovane recentemente iscritto nel registro degli indagati per l’omicidio della studentessa di Garlasco avvenuto il 13 agosto 2007 – è stata ricoverata d’urgenza nella notte presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Vigevano.

Il motivo del ricovero è drammatico: un’overdose da farmaci che ha reso necessario l’immediato intervento dei medici per una lavanda gastrica salvavita. La donna si trova ora nel reparto di Rianimazione. Le sue condizioni sono monitorate costantemente, ma i medici hanno fortunatamente escluso il pericolo di vita.

La notizia piomba come un macigno su un’inchiesta già tesissima. Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, è finito sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Pavia dopo che una perizia della difesa di Alberto Stasi (condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio) ha individuato tracce del suo DNA sotto le unghie della vittima, oltre a evidenziare alcune anomalie nei suoi vecchi verbali e nei tabulati telefonici di quel tragico agosto di nove anni fa. Un’accusa pesante, che la famiglia Sempio ha sempre respinto con forza, ma che ha inevitabilmente travolto la loro quotidianità.

A confermare il drammatico episodio e a fare chiarezza sulle condizioni di Daniela Ferrari è l’avvocato Liborio Cataliotti, che insieme alla collega Angela Taccia assiste Andrea Sempio in questa delicata fase d’indagine. «Come team difensivo abbiamo mandato un messaggio al figlio», spiega l’avvocato Cataliotti. «L’avvocata Taccia è riuscita a parlare con lui esprimendogli la nostra massima solidarietà e invitandolo, per quanto ovvio, a stare vicino alla mamma, a tranquillizzarla e a dirle che moltiplicheremo gli sforzi in sede processuale per riconsegnare a suo figlio e a tutta la famiglia la serenità che meritano». Il gesto disperato della donna accende una luce sinistra sui risvolti umani e psicologici di una vicenda giudiziaria che sembra non trovare mai fine. Mentre gli inquirenti continuano a scavare nel passato di Andrea Sempio alla ricerca di riscontri e la difesa lavora per smontare il quadro indiziario, una famiglia si ritrova a fare i conti con il dolore più profondo, in un letto d’ospedale.

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