Trump rompe con Meloni, le relazioni non sono più le stesse
Ariel Piccini Warschauer.
Il “magic moment” tra Donald Trump e Giorgia Meloni sembra essersi bruscamente interrotto sotto i colpi della realpolitik mediorientale. In un’intervista rilasciata a Fox News, l’inquilino della Casa Bianca ha lanciato un affondo frontale contro la Presidente del Consiglio italiana, accusandola di aver fatto mancare il sostegno di Roma nella gestione della crisi con Teheran e solo per opportunismo e pavidità politica.
L’affondo di The Donald
Le parole di Trump sono pesanti come macigni e segnano una distanza siderale rispetto alla sintonia ostentata in passato. “Giorgia Meloni è stata negativa”, ha esordito il leader americano, senza usare giri di parole. Al centro del contendere c’è il dossier Iran e il rifiuto italiano di partecipare attivamente a determinate manovre di pressione nei confronti dell’Iran o a operazioni militari nell’area come lo sminamento dello Stretto di Hormuz.
“Chiunque abbia rifiutato il proprio aiuto nella gestione della situazione con l’Iran, con quel Paese non abbiamo più lo stesso rapporto”, ha sentenziato Trump.
Il nodo del petrolio
Non è solo una questione di diplomazia, ma di “dare e avere”. Trump ha infatti evocato esplicitamente la dipendenza energetica di Roma, quasi a voler presentare il conto per la protezione garantita dagli Stati Uniti nelle rotte marittime globali.
“Giusto per vostra informazione: l’Italia riceve grandi quantità di petrolio dallo Stretto, più di ogni altro Paese europeo”, ha incalzato il tycoon, riferendosi evidentemente allo Stretto di Hormuz, l’arteria vitale dove transita buona parte del greggio mondiale e dove la tensione tra Washington e Teheran è costantemente al punto di rottura. Il messaggio è chiaro: se gli USA garantiscono la sicurezza dei vostri approvvigionamenti, voi dovete seguire la nostra linea politica, altrimenti si interrompe ogni rapporto o protesa politica.
Lo scenario geopolitico
L’attacco di Trump mette Meloni in una posizione scomoda. Da un lato, la premier ha sempre cercato di accreditarsi come l’interlocutrice privilegiata della destra americana in Europa; dall’altro, la linea del governo italiano sull’Iran rimane ancorata a una prudenza, dettata sia dagli interessi energetici nazionali (citati provocatoriamente da Trump) sia dalla volontà di non incendiare ulteriormente il quadrante mediorientale.





