Siena rompe il silenzio e la Fondazione Mps annuncia che sta dalla parte di Lovaglio
Stefano Bisi.
Finora Siena era rimasta colpevolmente in silenzio sulle vicende che riguardano le nomine del nuovo consiglio di amministrazione della Banca Monte dei Paschi. Finalmente qualcuno ha rotto il silenzio e ha parlato. E’ il presidente della Fondazione Mps Carlo Rossi (nella foto), che in occasione del bilancio di fine mandato (non è rieleggibile) ha parlato chiaro: “Il licenziamento di Luigi Lovaglio è un tema che la comunità senese non ha capito. La gente mi ferma per strada e mi chiede se siamo tutti pazzi, abbiamo trovato un manager che ha salvato la banca e lo licenziamo”.
Rossi non dice il voto che esprimerà all’assemblea degli azionisti ma indirettamente, con questa dichiarazione, lo fa capire in maniera chiara. La Fondazione Monte dei Paschi ha intanto rafforzato la presenza in banca, raddoppiando la quota fino allo 0,2% del capitale tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 e il presidente dice che “è una scelta maturata dopo aver visto il consolidamento dei risultati e strategie accattivanti come l’operazione con Mediobanca, strategica, importante e innovativa, che non ha comportato tagli di posti di lavoro o chiusure di sportelli”.
Per il futuro si aspetta che la banca continui a funzionare e mantenga il legame con il territorio. Intanto Rossi ricorda che la Fondazione “in otto anni ha erogato 81,5 milioni di euro, 11,6 milioni nel 2024 e una cifra analoga per il 2025” con l’auspicio che la somma possa essere incrementata nel futuro. A proposito del domani che verrà, il 22 aprile la deputazione generale nominerà la deputazione amministratrice e il nuovo presidente. Favorito resta Pier Luigi Fabrizi, ma Tommaso Marrocchesi Marzi non perde le speranze e si profila un vertice con due componenti vicini al centrosinistra (presidente compreso) e tre espressione del centrodestra. Il numero due della Fondazione potrebbe essere Alessandro Piccini, del gruppo civico che fa capo ad Alfredo Monaci. La nuova deputazione poi nominerà il provveditore e la poltrona dell’attuale dg Marco Forte sembra in bilico.





