Turismo selvaggio, Firenze e Barcellona sulla stessa linea
La vivibilità dei cittadini prima di tutto. È lo slogan che fa da ponte tra due città distanti oltre settecento chilometri: Firenze e Barcellona. Entrambe hanno imposto una serie di politiche abitative per arginare il fenomeno delle locazioni a breve termine. Una battaglia politica e sociale, che divide, ma porta anche i suoi frutti, racconta a La Nazione il sindaco di Barcellona, Jaume Collboni.
Collboni, Firenze come Barcellona mette un freno alla bolla degli affitti a breve termine. Che cosa ne pensa?
“A Barcellona stiamo cambiando le regole del gioco per garantire il diritto all’abitare. Ci stiamo concentrando su due fronti: la regolamentazione a breve termine per mitigare l’impatto, e la costruzione a lungo termine per generare alternative future. Credo sia molto positivo che la sindaca Funaro, con il quale ho un ottimo rapporto, si stia muovendo nella stessa direzione; significa che le città europee stanno agendo per affrontare la principale fonte di disuguaglianza sociale odierna, ovvero la crisi abitativa”.
Che risultati avete ottenuto?
“Credo sinceramente che stiamo avendo successo, per tre ragioni distinte: primo, siamo riusciti a contenere l’aumento del 70% degli affitti negli ultimi 10 anni. Grazie ai nostri regolamenti, i prezzi sono diminuiti del 2,7% e il numero di contratti continua ad aumentare. Secondo, gli appartamenti turistici scompariranno da Barcellona entro il 2028. Restituiremo al mercato residenziale 10mila appartamenti attualmente utilizzati come alloggi turistici, disponibili per la vendita o l’affitto. E terzo, abbiamo raddoppiato la produzione di alloggi pubblici”.





