Se Ruffini e Gabrielli sono benedetti da Romano Prodi
InPiù si occupa del neonato partito fondato da Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli. Valutare ogni norma per capire se riduce le disuguaglianze, come chiede l’art. 3 della Costituzione. Istituire una “precompilata dei diritti” per aiutare i piu’ bisognosi ad accedere ai sostegni pubblici. Finanziare i Comuni perchè affittino alloggi privati da concedere ai meno abbienti garantendo i proprietari. Un Fisco progressivo, perche’ oggi il 60% del gettito e’ sottratto al principio costituzionale della progressività. Sostegno all’Ucraina aggredita ricordando la nostra Resistenza e il 25 aprile. Un Ministero per l’immigrazione che integri gli immigrati, dopo aver abolito la Bossi-Fini. Sono alcune delle proposte illustrate sabato da Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, e da Franco Gabrielli, già capo della Polizia e dell’Intelligence, che hanno trasformato in partito il movimento Piu’Uno. Un partito di centrosinistra che si colloca nel solco del riformismo cattolico e dell’Ulivo, “benedetto” da Romano Prodi che ha scritto la prefazione del libro-manifesto di Ruffini “Cosa sarà” uscito venerdì.
All’assemblea costitutiva di sabato a Roma ha partecipato anche Bruno Tabacci che porta in dote il suo “Centro democratico” che consentirà di ridurre il numero di firme necessarie per presentarsi alle elezioni. Se poi Piu’Uno dovesse accettare l’offerta di Renzi di entrare con Iv in Casa riformista (con divisione dei candidati fifty fifty), allora le firme non sarebbero proprio necessarie. Si vedrà. Per ora Ruffini sollecita il programma comune del centrosinistra per difendere la Costituzione e l’Europa da una destra che vuole indebolirle entrambe e, pur non apprezzando le primarie si dice pronto a parteciparvi. E a chi gli chiede se un nuovo partitino fosse proprio necessario, ribatte che con questa astensione e’ giusto aumentare l’offerta politica per cercare di riportare gli italiani alle urne. E al sarcasmo di chi sostiene che non sara’ facile prendere i voti per “un esattore e uno sbirro”, ribatte che sono sempre meglio di “un evasore e un delinquente”.





