C’è modo e modo di conquistare una banca o di farsi conquistare
Stefano Bisi.
Ho l’età per ricordare, perché ne scrivevo ogni giorno, quello che successe alla fine del 1998 quando il Monte dei Paschi di Siena lanciò l’opa sulla Banca Agricola Mantovana, una popolare nata nella seconda metà dell’Ottocento con migliaia di soci, dalle ricche famiglie della zona ai contadini.
Il consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni era guidato da Pier Luigi Fabrizi, il professore della Bocconi contradaiolo del Bruco e tifoso della Vecchia Robur, e il direttore generale Divo Gronchi, una delle figure più importanti e competenti del Monte dei Paschi di quegli anni. Il cda voleva penetrare in quella zona ricca e produttiva del Paese e lanciò l’opa. Non fu semplice all’inizio perché i mantovani temevano i conquistatori senesi che riuscirono a convincere i soci della Bam. In quale modo? Da Siena partivano i vertici della Rocca e andavano a parlare con le autorità locali in maniera chiara, diretta e soprattutto trasparente. Dicevano che cosa volevano fare e come l’avrebbero fatta. E lo comunicavano. Non intavolavano trattative alla zittina.
Intanto da Siena l’allora capo della segreteria generale Pasquale Cappelli partiva in auto con il bagagliaio pieno di libri su Siena che poi donava ai soci della Bam sparsi per i casolari del Mantovano. Si intratteneva con i contadini quando tornavano dai campi e spiegava che cosa era il Monte dei Paschi. Un incontro dopo l’altro e i soci della Banca Agricola Mantovana alla fine dissero sì a Siena.
Perché è opportuno ricordare questa vicenda? Oggi il Monte dei Paschi subisce l’opas di Intesa Sanpaolo e si deve registrare una modalità molto diversa da quella che lanciò Siena su Bam. Se il presidente della Fondazione Mps Riccardo Coppini ha detto che lui è favorevole all’opas lanciata dalla banca di Carlo Messina avrà parlato con qualcuno? Con chi? E che cosa lo ha convinto a dire sì, senza neppure sentire i membri della deputazione generale, della deputazione amministratrice e sindaco e presidente della Provincia di Siena? “Non sappiamo non sappiamo” disse qualche anno fa Franco Masoni al termine di una telecronaca del Palio in cui non si riusciva a capire chi era arrivato primo al bandierino. Ma quel “non sappiamo non sappiamo” va bene per il Palio non per una vicenda che può cambiare il destino della banca più antica del mondo.





