Ragazzini festeggiano il compleanno e regalano un pezzo di torta a un senzatetto
Una festa improvvisata, si trasforma in un momento di solidarietà nei confronti di un senzatetto, invitato a condividere la torta. E’ successo venerdì notte, sul marciapiede un gruppo di ragazzini festeggia un compleanno con tanto di dolce e brindisi. Di lato seduto in terra c’è un senzatetto che mangia una fetta di quella stessa torta e li ringrazia. A condividere la scena è Flavio Sisi, che quel senzatetto in realtà lo ha conosciuto anni prima, quando faceva il volontario al dormitorio della Caritas. L’incontro di venerdì diventa spunto per una riflessione sul sistema di accoglienza delle persone più fragili. L’episodio avvenuto ad Arezzo lo racconta La Nazione.
Flavio Sisi cosa è accaduto venerdì?
“Mi occupo di sicurezza ed ero a farla ai mercatini interazioni tra il cibo e sfarzo, venerdì sera stacco a mezzanotte e vado a riprendere la macchina al Mecenate. Sul marciapiede un gruppo di ragazzini aveva aspettato la mezzanotte per festeggiare insieme il compleanno con tanto di torta e brindisi. Gli passo accanto e vado verso le casse. Di lato seduto in terra c’è un senzatetto che mangia una fetta di quella stessa torta e grida ai ragazzi “Grazie! La torta è buonissima”.
Capisco che sono i ragazzi fuori ad avergliene donato un pezzo. Lui mi saluta, mi indica la cassa. Io pago il biglietto e gli tendo i 5 euro di resto. Lui alza lo sguardo e mi dice “No, sono troppi”. Gli dico “Io mi ricordo di te” resta perplesso e allora gli racconto che ho fatto servizio al dormitorio della Caritas l’anno del Covid. Lo vedo sorridere: “È passato tanto tempo, ma l’importante è la salute”. Mi dice il suo nome, mi chiede come mi chiamo e mi ringrazia augurandomi buonanotte. Io il suo nome e cognome me li ricordavo bene. Come mi ricordavo bene che tutte le sere in cui arrivava con dei vassoi di cartone con gli avanzi di un bar, li divideva a metà perchè bastassero per tutti e separava quelli senza carne per chi non ne mangiava”.
Una festa improvvisata, si trasforma in un momento di solidarietà nei confronti di un senzatetto, invitato a condividere la torta. E’ successo venerdì notte, sul marciapiede un gruppo di ragazzini festeggia un compleanno con tanto di dolce e brindisi. Di lato seduto in terra c’è un senzatetto che mangia una fetta di quella stessa torta e li ringrazia. A condividere la scena è Flavio Sisi, che quel senzatetto in realtà lo ha conosciuto anni prima, quando faceva il volontario al dormitorio della Caritas. L’incontro di venerdì diventa spunto per una riflessione sul sistema di accoglienza delle persone più fragili.
Flavio Sisi cosa è accaduto venerdì?
“Mi occupo di sicurezza ed ero a farla ai mercatini interazioni tra il cibo e sfarzo, venerdì sera stacco a mezzanotte e vado a riprendere la macchina al Mecenate. Sul marciapiede un gruppo di ragazzini aveva aspettato la mezzanotte per festeggiare insieme il compleanno con tanto di torta e brindisi. Gli passo accanto e vado verso le casse. Di lato seduto in terra c’è un senzatetto che mangia una fetta di quella stessa torta e grida ai ragazzi “Grazie! La torta è buonissima”.
Il volontariato ha sempre avuto una parte importantissima del suo tempo, crede che manchi una soluzione a lungo termine per il fenomeno senzatetto?
“Salendo le scale del parcheggio per tornare a casa ho pensato che in fondo quelle notti di 6 anni al dormitorio Caritas fa sono servite tanto anche a me, che mi sentivo perso e senza casa quasi quanto loro. Non so se sia il destino, la fortuna o la caparbietà ad avermi reso più felice oggi, ma so che voglio continuare a restare dalla parte degli ultimi. Il senzatetto incontrato venerdì è un italiano da anni ad Arezzo, sulla cinquantina, una persona che si vede quasi tutti i giorni in giro per Arezzo, educatissimo. Non conosco la sua storia, a volte è difficili interagire con loro ed entrare nel privato. Sono persone che hanno perso la speranza, manca quella più che tutto il resto. Averlo rivisto lì dopo tanto mi ha fatto pensare che per lui nulla è cambiato. Si dovrebbe pensare ad una soluzione a lungo termine e non a breve, considerano che il dormitorio è attivo solo 6 mesi l’anno. Mi dispiace aver rivisto questa persona così, nonostante spesso ci si sprechi in parole, i gesti sono pochi e chi è in difficoltà resta nella sua condizione
Il gesto di questi ragazzi l’ha colpita…
“Oltre a fare il magazziniere e il volontario per la Racchetta, mi occupo di sicurezza per un’agenzia in discoteche ed eventi. Mi capita spesso di vedere queste nuove generazioni nei locali mostrare il lato peggiore, stavolta invece si sono dimostrati migliori di molti altri che sono passati di lì senza voltarsi”.
Il volontariato ha sempre avuto una parte importantissima del suo tempo, crede che manchi una soluzione a lungo termine per il fenomeno senzatetto?
“Salendo le scale del parcheggio per tornare a casa ho pensato che in fondo quelle notti di 6 anni al dormitorio Caritas fa sono servite tanto anche a me, che mi sentivo perso e senza casa quasi quanto loro. Non so se sia il destino, la fortuna o la caparbietà ad avermi reso più felice oggi, ma so che voglio continuare a restare dalla parte degli ultimi. Il senzatetto incontrato venerdì è un italiano da anni ad Arezzo, sulla cinquantina, una persona che si vede quasi tutti i giorni in giro per Arezzo, educatissimo. Non conosco la sua storia, a volte è difficili interagire con loro ed entrare nel privato. Sono persone che hanno perso la speranza, manca quella più che tutto il resto. Averlo rivisto lì dopo tanto mi ha fatto pensare che per lui nulla è cambiato. Si dovrebbe pensare ad una soluzione a lungo termine e non a breve, considerano che il dormitorio è attivo solo 6 mesi l’anno. Mi dispiace aver rivisto questa persona così, nonostante spesso ci si sprechi in parole, i gesti sono pochi e chi è in difficoltà resta nella sua condizione





