Quando lo Stato di Lucca impose misure di protezione per la principale industria dell’olio
Roberto Pizzi.
Lo Stato di Lucca impose misure di protezione per la principale industria dell’olio, fino dallo Statuto del 1308, proibendone l’aggiotaggio e la vendita senza licenza fuori dal suo territorio. A talefine di pubblica economia fu istituito dal Consiglio Generale, il 14 gennaio 1594, un Offizio sopral’olio che restrinse e allargò le licenze di esportazione di quel prodotto a seconda del ricavato dei raccolti e stabilendo i prezzi della vendita al minuto con la stessa regola di un calmiere dei nostri giorni. E poiché avvenne che l’olio messo in commercio non corrispondesse nella qualità al prezzo di vendita, la Repubblica, come aveva fatto per il pane, ricorse nel 1797 all’espediente dell’ammasso, vendendolo in apposite botteghe per conto proprio, e in perdita; ma rivalendosi mediante un aumento della gabella sul prodotto proveniente dall’esterno. I nuovi governi democratici abolirono queste cautele annonarie di pubblica economia, in quanto il consumo fu sempre inferiore ai copiosi raccolti. Perciò l’olio di Lucca, colato dai suoi celebri frantoi, diventava apprezzata merce di esportazione.
Gli ulivi della Lucchesia salivano a schiere folte e cineree dal piano alla collina, dalla Versilia alla media Valle del Serchio, fino alle prime pendici della Garfagnana. Il loro prodotto ottenne perfino il plauso di lord Palmerston, nella Camera dei Comuni, nel 1851. In quell’occasione, dopo che il Governo della Toscana osò inviare una nota diplomatica al Gabinetto di Londra, per disapprovare la propaganda protestante, lord Palmerston ebbe lo spirito di affermare che “teneva in maggior pregio il Sig. Francesconi, negoziante di olio di Lucca, che il Governo di Leopoldo II” (Annali del Parlamento Inglese del 1851, pp. 52-53).
Legate al fenomeno migratorio che contraddistinse la storia di Lucca, con benèfici effetti sull’economia della città grazie alle rimesse degli emigranti, si svilupperanno verso l’ultimo ventennio del XIX secolo importanti società commerciali, dedite all’esportazione di olio locale (insieme ad altri prodotti della nostra agricoltura).
La più importante, rimasta nella memoria collettiva cittadina, fu la Ditta Francesco Bertolli, fondata nel 1865 dai coniugi Francesco e Caterina Bertolli come piccola bottega per il commercio di olio. Circa tre lustri dopo la ditta è già un’importante azienda di rilievo regionale, con diversi stabilimenti oleari e vinicoli in varie zone della Toscana. Nel frattempo aveva già compiuto una scelta economica fondamentale, che sarà alla base della sua fortuna internazionale negli anni futuri: l’apertura di una sua banca proprio nel cuore cittadino di piazza S. Michele. Tale banca svolgeva operazioni di cambio delle valute e anticipava somme agli emigranti per il continente americano. Questi ultimi furono proprio i primi agenti commerciali che permisero, coi loro ordinativi, l’ingresso della ditta Bertolli sul mercato dell’olio, dei formaggi e dei vini in America. All’inizio del 1900 si era di fronte ad una realtà commerciale di grosse dimensioni, che si strutturava in un gruppo formato da tre rami aziendali che ruotavano operativamente intorno alla Francesco BertolliEsportazione (società in nome collettivo) sorta nel 1898, che esportava olio, formaggi, vini e conserve, nel Brasile, negli Stati Uniti, nel Transval. La finanziaria del gruppo era la Ditta Francesco Bertolli Ufficio Cambi, mentre la terza sezione era rappresentata dalla agenzia Ufficio Marittimo che operava a Lucca come rappresentante della principale società nazionale di navigazione dell’epoca, la Navigazione generale italiana.
Altra importante azienda commerciale nel settore dell’olio era la società “F.lli Giurlani, di Paolo e Adolfo Giurlani”, sorta nel 1888, che aveva sede legale in piazza San Salvatore.
Poi vi era “E. Berio e C.”, società in nome collettivo, nata nel 1891, con sede fuori Porta S. Pietro. Nel 1901 cambierà la sua denominazione in “Albertino fu F. Berio e C.” e alla fine del XIX secolo l’Olio di Oliva “Filippo Berio” era diventato il marchio italiano più noto all’estero per la qualità del prodotto. Rinforzato con la partnership di Giovanni Silvestrini, nel 1910, con l’ingresso in società anche di Dino Fontana, nasceva il gruppo “Salov”, una nuova società produttrice di olio di oliva, che poteva vantare oltre al marchio Berio, altri nomi di qualità.
Altre società di rilievo, furono la “Giuseppe Pucci e Vincenzo Giovannetti”, nata nel 1895; la ditta “Callisto Francesconi”, che era poi la più antica, essendo stata creata nel 1850, la quale vantava svariate medaglie d’oro nelle esposizioni italiane ed estere e che venne insignita del Grand Prixall’Esposizione Internazionale di Parigi del 1900.





