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”Più debito pubblico e più gas russo” ricetta suicida

Paolo Gentiloni su La Repubblica si occupa della crisi globale il cui impatto “è particolarmente grave per l’Italia che, a prescindere da scenari futuri ancora più pessimistici, per il Fondo monetario crescerà di appena lo 0,5% quest’anno, ultima tra le economie osservate. La Banca d’Italia ha formulato una stima analoga, accompagnata da uno «scenario avverso», in caso la guerra prosegua a lungo, nel quale avremmo crescita zero e inflazione sopra il 4%. Di fronte a previsioni tanto negative, nel nostro dibattito politico si è discusso del Patto di stabilità e degli approvvigionamenti di gas. Vediamo di che si tratta. La sospensione del Patto di stabilità può essere decisa in caso di «grave crisi economica»: è in sostanza una decisione politica, non si basa su precisi parametri numerici. Prendemmo questa decisione, a marzo del 2020, di fronte a un’economia in caduta libera per i lockdown e la confermammo, contro l’opinione del governo tedesco, fino al 2023 per accompagnare la ripresa e far fronte alla nuova crisi provocata da Putin. Oggi è evidente che non siamo in una situazione analoga. Anche se negli scenari più avversi potremmo arrivarci, ora la crisi non giustifica una sospensione generale delle regole. L’Italia potrebbe intanto chiedere la clausola di sospensione nazionale, che è stata introdotta nella nuova versione del Patto? Sì, potrebbe farlo, ma non sarebbe una scelta saggia. Quanto al gas, la nostra eccessiva dipendenza è nota, aggravata dal venir meno di quell’11% di gas che veniva liquefatto dal Qatar nell’impianto di Ras Laffan, ora distrutto. Sarebbe bene non aggravarla, questa dipendenza, tanto meno se si pensa di farlo riaprendo i rubinetti alla Russia di Putin. Insomma, la risposta italiana per fronteggiare questa crisi tutto può essere tranne che ‘più debito pubblico e più gas russo’. Una ricetta suicida”.

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