Piazza Mercatale a Prato, l’accoltellamento diventa terreno di scontro politico
Si infiamma la campagna elettorale a Prato. Luigi Caroppo su La Nazione ha raccolto le opinioni sull’accoltellamento in Piazza Mercatale avvenuta qualche giorno fa.
Piazza Mercatale è il culmine delle polemiche. Simbolo di tanta vivacità (locali e movida), ma anche di problemi irrisolti. Un grande snodo di traffico (taglia il centro storico) e un grande contenitore a cielo aperto di tutto un po’: chi ha investito appunto nei locali (c’è una nouvelle vague anche nella ristorazione), chi nella prostituzione e nello spaccio, chi si arrangia dopo esser uscito dalla mensa di via del Carmine, chi aggredisce come lunedì notte. “Meglio il caos del venerdì e sabato sera – dice chi vive e lavora in piazza – che il deserto del dopocena di inizio settimana quando si allungano le ombre e c’è paura”.
In uno scenario del genere si anima il batti e ribatti politico.
Accende la polemica Andrea Crippa, deputato leghista e commissario toscano del Carroccio: “L’aggressione e il gravissimo ferimento testimoniano come esista un problema relativo alla sicurezza dei pratesi, argomento che abbiamo affrontato proprio nelle ultime ore con il sottosegretario Nicola Molteni. La salvaguardia delle persone è un elemento prioritario, mentre da parte del Pd e della Sinistra in genere, anche a Prato, si tende a minimizzare la palese e preoccupante criticità. Occorre, dunque, un cambio di rotta immediato. Basta buonismo, è necessario sanzionare adeguatamente e senza sconti chi, italiano o straniero, si macchia di reati così gravi”. Nel solco delle sue parole, c’è Claudiu Stanasel: “Il problema dell’insicurezza non è una percezione, è una realtà che da tempo colpisce quartieri, piazze e attività. Non possiamo continuare ad abituarci a tutto questo”.
Da Forza Italia alza la voce Erica Mazzetti, deputata pratese: “Ripristinare la sicurezza è un obiettivo prioritario per tutto il centrodestra, viste le condizioni nelle quali è stata lasciata la città per 10 anni, tra annunci, plateale menefreghismo, sottovalutazione dell’illegalità diffusa. Senza sicurezza la città non vive, non lavora, non cresce e non è libera. Non si possono più accettare episodi gravissimi, ormai diventati l’ordinario come questo, o zone franche. Il governo di centrodestra in questi anni ha fatto decreti sulla sicurezza, come per le periferie e il sociale, adesso stiamo riformando la polizia locale; noi abbiamo dato gli strumenti, le amministrazioni Biffoni/Bugetti non li hanno utilizzati”. E l’attacco: “C’è stata una volontà politica ben precisa della sinistra regionale e comunale che noi vogliamo invertire andando a governare questa città, partendo dall’applicare gli strumenti normativi nazionali, attuando una riqualificazione dei quartieri dal punto di vista urbanistico-sociale, ma anche utilizzando le nuove tecnologie con un cambio culturale fondamentale”.
Il candidato sindaco Claudio Belgiorno presenta un piano sicurezza ed esclama: “I cittadini non possono aver paura di attraversare una piazza centrale alle otto di sera. Serve un impiego massiccio di uomini e una regia ferma che metta a disposizione ogni risorsa, pubblica e privata, per presidiare ogni angolo della città”.
Aldo Milone, unico assessore alla Sicurezza della città (giunta Cenni) non può essere che critico: “Leggo alcune proposte di candidati sindaci in materia di sicurezza che fanno venire i brividi per la loro insipienza e per la loro inefficacia e inutilità. Sono incompetenti sul ruolo della polizia locale. E’ inutile che vi rivolgiate alla ChatGPT per fare uno straccio di programma sulla sicurezza. I provvedimenti sono molteplici e vanno dal daspo urbano alla dotazione della pistola taser alla polizia locale, alla creazione di un nucleo di Sicurezza urbana che ha un compito principale proprio nel controllo del territorio”.
Il Pd fa muro e rilancia: “La sicurezza – sottolinea il deputato e segretario toscano Emiliano Fossi – è un tema serio, che non può essere affrontato con slogan, propaganda o polemiche strumentali. Colpisce ancora di più il doppio standard della destra: quando a Massa, città governata dal centrodestra, un uomo perse la vita in seguito a un episodio violento, chiesero di non strumentalizzare quella tragedia. Oggi invece stanno trasformando i fatti di Prato in una clava politica contro il centrosinistra locale, tentando per l’ennesima volta di scaricare responsabilità e alimentare paure, facendo campagna politica sulla pelle delle persone”. Il problema della sicurezza “esiste e va affrontato con serietà, investimenti, prevenzione, presidi sul territorio e risorse adeguate per le forze dell’ordine. Da questo governo, però, continuano ad arrivare soltanto annunci e passerelle, mentre i territori vengono lasciati soli”.
Dello stesso tenore il commento del deputato toscano dem e capogruppo Pd in Commissione giustizia Pd Federico Gianassi. “Crimine terribile – le parole di Gianassi – la nostra vicinanza al ragazzo accoltellato. La destra specula sulla violenza, ma il fallimento della sicurezza è tutto del governo Meloni”. Di Sanzo, segretario Pd pratese, sottolinea che “siamo di fronte a una violenza inaudita che vede tra gli aggressori anche un minorenne. E’ un dato allarmante su cui tutti dovremmo riflettere con attenzione, invece di lanciare attacchi. Eppure, mentre il ragazzo aggredito versa ancora in gravi condizioni, la destra cerca di imputare al Partito Democratico le responsabilità che sono del governo e del ministero dell’Interno, forse dimenticandosi che Meloni e Salvini sono al governo da quasi quattro anni e che a Prato non hanno dato un agente in più. Nemmeno uno”. L’assessora regionale e coordinatrice della lista Casa Riformista-Orgoglio per Prato Cristina Manetti (nella foto) punta l’attenzione sui diritti delle donne a tornare a casa tranquille anche di notte dopo ore di lavoro: “Purtroppo è l’ennesimo episodio di violenza intimidazione e sopraffazione nei confronti delle donne. Nessuna donna deve sentirsi sola o in pericolo negli spazi pubblici, né dover subire molestie o comportamenti aggressivi. Serve un impegno culturale e sociale ancora più forte – prosegue Manetti – per promuovere il rispetto, contrastare la cultura della violenza e rafforzare la sicurezza e la tutela delle donne. È una responsabilità che riguarda tutti: istituzioni, comunità educanti, famiglie e cittadini”.





