Monte dei Paschi, profitti oltre le attese nei primi tre mesi dell’anno
Profitti oltre le attese per Banca Monte dei Paschi, scrive finanzaonline.com. I primi tre mesi dell’anno dell’istituto senese hanno trovato sponda in entrate superiori da trading e commissioni.
Attesa per la conference call dell’ad Luigi Lovaglio (nella foto) che il mese scorso ha strappato la riconferma alla guida della banca dopo essere stato sospeso dal precedente board. Lovaglio punta a completare l’integrazione di Mediobanca entro la fine dell’anno.
Attesa anche per la reazione in Borsa, con il titolo tornato sui massimi di periodo nelle ultime settimane (ieri ha chiuso a 9,33 euro) dopo aver recuperato circa il 35% rispetto ai minimi toccati a marzo sotto quota 7 euro.
Mps ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 521 milioni di euro “sostenuto dalla crescita a doppia cifra della performance operativa”, spiega la banca. La trimestrale include il contributo di Mediobanca. Battute le attese di consensus Bloomberg che erano ferme a 507 milioni di euro. La spinta arriva soprattutto dai ricavi da trading e commissioni, superiori alle attese
L’utile al lordo delle imposte nel primo trimestre è pari a 911 milioni (+15,6% trimestre su trimestre e +6,7% anno su anno). I ricavi risulta di 1,96 miliardi, in aumento del 2,9 su base annua e del 3% t/t. Il consensus indicava ricavi a 1,91 miliardi.
Poco oltre le attese anche il margine d’interesse a 1,04 miliardi rispetto agli 1,02 miliardi attesi. Al netto del contributo riferito al Gruppo Mediobanca (pari a 489 mln), l’aggregato si attesta a 547 mln di euro, in crescita rispetto ai 543 mln di euro dello stesso periodo del 2025, sostenuto dalla crescita dei prestiti e dal minor costo sia della raccolta commerciale che del costo dei titoli di debito in circolazione.
Le commissioni nette sono risultate pari a 618 mln di euro. Al netto del contributo riferito al Gruppo Mediobanca (pari a 209 mln di euro), le commissioni nette si attestano a 410 mln di euro, in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+3%, pari a +11,8 mln di euro).
Il Cet1 ratio si attesta al 15,9%.
Mps rimarca che “prosegue il processo di integrazione con Mediobanca, per completare la riorganizzazione nelle cinque aree di attività del gruppo ed accelerare la creazione di valore per tutti gli stakeholder”.
Intanto ieri erano arrivati anche i numeri della neo-controllata Mediobanca. La merchant bank di piazzetta Cuccia ha riportato numeri superiori alle attese con utile netto consolidato di 322,7 milioni di euro nel primo trimestre, in calo del 3,4% su base annua complice l’aumento della pressione fiscale e da componenti non ricorrenti per circa 23 milioni. Il risultato operativo lordo è invece salito a 552 milioni (+4%), con ricavi a 938,6 milioni (+3,1%). “Una performance solida nonostante il contesto operativo e di mercato caratterizzato da elevata turbolenza ed incertezza”, ha rimarcato l’ad Alessandro Melzi d’Eril.
La divisione Corporate & Investment Banking segna un +17,5% dei ricavi rispetto al trimestre precedente. Le masse complessive gestite sono invece scese del 2% rispetto al trimestre precedente a 113 miliardi, scontando deflussi netti per 1,1 miliardi.





