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Misterioso gruppo terroristico pronto ad attaccare obiettivi ebraici in Europa

Ariel Piccini Warschauer.

Le informative dell’intelligence europea li chiamano «i nuovi fantasmi». Si firmano Harakat Ashab al-Yamin al-Islamia — il Movimento Islamico della Gente della Mano Destra — una sigla che fino a pochi mesi fa non appariva in nessun database della sicurezza, ma che oggi è al centro di una fitta rete di indagini tra Bruxelles, Amsterdam e Londra. Il copione è lo stesso: molotov contro scuole ebraiche, minacce alle sinagoghe, piccoli ordigni rudimentali piazzati in luoghi simbolo della diaspora.

La strategia del “Proxy di terzo livello”

Per gli analisti del controterrorismo non siamo di fronte a lupi solitari radicalizzati sul web, ma a un’evoluzione della strategia di Teheran. L’Iran ha cambiato pelle. Se un tempo i Pasdaran cercavano il grande attentato o l’eliminazione di alto profilo — operazioni complesse che lasciavano impronte digitali pesanti — oggi la Repubblica Islamica sembra preferire il “rumore di fondo”.

L’obiettivo è la destabilizzazione psicologica. Colpire il quotidiano per rendere la vita delle comunità ebraiche europee insostenibile. È la tattica del “proxy di terzo livello”: Teheran finanzia, una rete intermedia (spesso legata alla criminalità organizzata locale o a cellule dormienti) recluta, e la sigla fantasma rivendica sui canali social per dare una veste ideologica a manovalanza spesso prezzolata.

Il corridoio del Nord

Il baricentro dell’offensiva si è spostato nel cuore dell’Europa. Belgio e Paesi Bassi:Qui le autorità hanno registrato un’impennata di atti vandalici e tentativi di incendio. Le indagini suggeriscono che la rete logistica sfrutti le porosità dei porti e i legami con le gang locali. 

Regno Unito: Londra resta il palcoscenico principale per la propaganda. I video dell’Ashab al-Yamin sono montati con cura, tradotti e diffusi con una velocità che tradisce una regia professionale alle spalle.

La firma e il messaggio

Perché proprio ora? La guerra a Gaza e i bombardamenti contro l’ Iran hanno offerto il pretesto perfetto per attivare queste cellule. L’Iran vuole dimostrare di poter colpire ovunque, ma mantenendo quella “negabilità plausibile” che impedisce una risposta diplomatica o militare diretta. Usare una sigla oscura permette di testare le difese europee e di alimentare la propaganda interna, mostrando che la “mano destra” della rivoluzione è arrivata fino alle porte di Bruxelles.

La sfida per l’intelligence ora è risalire la catena di comando prima che il “basso profilo” di questi attacchi si trasformi in qualcosa di più letale. Perché nella logica del terrore, la distanza tra una molotov contro un muro e un attentato strutturato è spesso solo una questione di ordini che arrivano da lontano.

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