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Mille Miglia 2026, il fascino delle auto storiche di forze armate e corpi dello Stato

Ariel Piccini Warschauer.

C’è un fascino speciale che avvolge la Mille Miglia edizione 2026. Non è solo una questione di curve, di cronometri o del rombo dei motori dei leggendari marchi privati che si sfidano lungo un percorso che è leggenda soprattutto per gli equipaggi e gli appassionati provenienti da tutto il mondo. Nella quarantaquattresima rievocazione storica della corsa più bella di sempre, a rubare gli sguardi e a strappare gli applausi più calorosi del pubblico lungo le strade c’è una flotta speciale: quella delle vetture storiche istituzionali.

Esercito, Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza sono scesi in strada non solo per garantire la sicurezza del convoglio, ma come veri e propri custodi della memoria motoristica e sociale del nostro Paese. Un viaggio nel tempo a sirene spiegate.

Il passaggio della carovana – che proprio oggi, venerdì 12/giugno, sta affrontando la quarta suggestiva tappa – si è trasformato in una vera e propria sfilata di icone su quattro ruote.

Mentre l’Alfa Romeo guida il parterre assoluto della competizione con ben 49 vetture accettate, i corpi dello Stato rispondono portando sull’asfalto pezzi da museo perfettamente marcianti.

L’Arma dei Carabinieri fa battere il cuore dei nostalgici con la sua epopea legata al marchio di Arese. Spiccano nel convoglio la leggendaria Alfa Romeo Giulia e la successiva Alfetta, le “Gazzelle” per eccellenza che negli anni ’70 dominavano le cronache e i sogni degli appassionati di motori. Al loro fianco, a mostrare il contrasto generazionale, sfilano anche le aggressive Alfa Romeo 75 in livrea d’ordinanza e le moderne Stelvio e 159 civetta.

La Polizia risponde con le sue “Pantere” storiche che evocano inseguimenti d’altri tempi e una suggestiva Alfa Romeo Alfetta della Guardia di Finanza, dotata di una squillante sirena pneumatica originale che fa voltare intere piazze al suo passaggio.

Non mancano le curiosità fuori dal coro istituzionale, ma strettamente legate al soccorso e alla storia civile, come la storica Fiat Campagnola dei Vigili del Fuoco e il mitico Volkswagen Transporter T1 della Croce Bianca in configurazione d’epoca.

L’edizione 2026 vede anche una massiccia e inedita operazione di rappresentanza e solidarietà che si intreccia con la corsa. La Guardia di Finanza, ad esempio, ha schierato un imponente contingente di oltre 850 Allievi Marescialli, affiancati da rappresentative delle Fiamme Gialle e finanzieri in congedo. L’obiettivo? Legare il transito delle vetture storiche e degli atleti a tappe di beneficenza e incontri con la cittadinanza per trasformare la competizione in un veicolo di solidarietà concreta.

Inoltre, il passaggio nei piccoli borghi toscani e umbri ha regalato un vero spettacolo acustico: le vecchie sirene meccaniche e i fari monocromatici blu (molto diversi dai LED moderni) creano una bolla temporale che riporta l’Italia agli anni del boom economico e della cinematografia poliziottesca.

Mentre i mezzi storici istituzionali si godono l’abbraccio del pubblico, la competizione cronometrata entra nel vivo prima della tappa finale.

La Freccia Rossa continua la sua corsa. Tra il rombo dei motori d’epoca e il fischio nostalgico delle sirene delle forze dell’ordine, l’Italia si riscopre, ancora una volta, un paese follemente innamorato della sua storia su quattro ruote e vicina ai suoi angeli custodi in divisa

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