Messina (Intesa Sanpaolo) parla dei dissensi nel cda del Monte dei Paschi, ma è elegante?
Il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina (nella foto) sottolinea il valore dell’operazione Banca Mps.
Operazione per cui si procede “con forte determinazione” – il 10 settembre ci sarà l’assemblea straordinaria per l’aumento di capitale – per chiudere l’Opas, rispettando i tempi, entro fine anno. Opas per la quale, ha avvertito sempre Messina, ci sono “zero possibilità di aumentare l’offerta”. Che rappresenta per Messina la “migliore opzione e una base solida per i soci di Mps e permetterà loro di trovare un porto sicuro scegliendo di unire le forze con un gruppo leader in Europa”. L’obiettivo è quello di “dare vita insieme a un gruppo ancora più solido e profittevole” mantenendo “un forte radicamento”. Una realtà che con Mps e Mediobanca potrà contare su 2.000 miliardi di attività finanziarie della clientela entro il 2029 e prevede l’ingresso nel gruppo di 13mila giovani.
Parlando con gli analisti il ceo di Intesa Sanpaolo ha espresso poi dubbi sull’eventuale distribuzione di un dividendo da parte di Mps per convincere i soci dell’attrattività del progetto con Bpm e che questo possa avvenire attraverso la cessione della quota in Generali. Interpellato invece sulla situazione di conflittualità interna proprio nel cda di Mps sul matrimonio con l’istituto di Piazza Meda, Messina ha poi voluto evidenziare come Intesa possa “creare una situazione normale in termini di governance dell’azienda. È incredibile che l’impresa si trovi in questa situazione anche in base a quello che è successo nei mesi scorsi. Quello che vogliamo fare è offrire agli azionisti di Mps un porto sicuro senza rischi di integrazione”. Ma è elegante intromettersi sui dissensi interni al consiglio di amministrazione di un’altra banca?





