Eleganza e discrezione una volta erano le virtù dei banchieri
Tempo fa il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze Bernabò Bocca che dice che l’opas di Intesa Sanpaolo sul Monte dei Paschi va bene, poi il sindaco di Siena Nicoletta Fabio che incontra alla zittina gli emissari della banca guidata da Carlo Messina, poi Confindustria senese che riceve gli ambasciatori di chi vuole conquistare Rocca Salimbeni e non dice una parola su quanto si sono detti, poi lo stesso Messina che non capisce i dissensi interni al cda di Rocca Salimbeni portati in pubblico da quattro consiglieri di minoranza (Paolo Boccardelli, Antonella Centra e l’ex presidente Nicola Maione, della lista del vecchio cda, Paola De Martini della lista di Assogestioni) che scrivono al presidente Cesare Bisoni e pongono questioni di metodo e merito sulla governance della banca, chiedendo tra l’altro di accelerare sulla cooptazione di due consiglieri di minoranza, in sostituzione di Carlo Vivaldi e Fabrizio Palermo. Tutto in piazza, insomma, alla faccia dell’eleganza e della discrezione che dovrebbe distinguere i banchieri.
A proposito della lettera dei dissidenti il Monte dei Paschi ha risposto con una nota ufficiale: “Il presidente del consiglio di amministrazione ha fornito tempestivamente ai firmatari una risposta puntuale e dettagliata su tutti i temi sollevati, ribadendo che non sussiste alcuna irregolarità nello svolgimento delle attività del cda e del top-management e che le questioni richiamate nella lettera sono già state oggetto di approfondita discussione nelle competenti sedi consiliari”.
In particolare il presidente Bisoni ha confermato ai consiglieri che “l’amministratore delegato sta operando nel pieno rispetto degli indirizzi e del mandato conferitogli dal cda nell’àmbito delle attività di valutazione delle possibili operazioni straordinarie riguardanti la banca”. Ancora, che “il processo di cooptazione dei consiglieri mancanti sta procedendo secondo le modalità richieste dalla Bce” e “la composizione dei comitati consiliari e il funzionamento degli organi societari risultano pienamente coerenti con la normativa applicabile e con le prassi di mercato”. Banca Mps, conclude la nota, “non avrebbe ritenuto necessario intervenire su una corrispondenza interna già riscontrata nelle sedi competenti se la sua diffusione integrale e i successivi commenti pubblici non avessero reso opportuno fornire un’adeguata e completa informativa al mercato” . Ma l’eleganza, appunto, non è più una virtù.





