#ESTERI #ULTIME NOTIZIE

L’Idf in massima allerta dopo il fallimento dei colloqui Usa-Iran

Ariel Piccini Warschauer.

Il segnale è arrivato con la freddezza dei protocolli militari. Quando il Generale Eyal Zamir, Capo di Stato Maggiore dell’IDF, ordina il passaggio alla «procedura di combattimento ordinato», non sta solo alzando i giri del motore della difesa. Sta comunicando a Teheran e ai mediatori internazionali che la finestra della diplomazia si è chiusa e che Gerusalemme ha ripreso in mano il cronometro.

Il detonatore politico è il collasso dei colloqui tra Stati Uniti e Iran. Le indiscrezioni parlano di un irrigidimento reciproco sulle garanzie di sicurezza e sul dossier nucleare che ha reso vani i tentativi di Washington di stabilizzare l’area. Con il tramonto dell’opzione diplomatica, scatta la dottrina della «risposta anticipata». Israele non può permettersi il lusso dell’attesa, specialmente con la scadenza della tregua tattica fissata al 21 aprile.

I precedenti: Rising Lion e Roaring Lion

Il richiamo di Zamir ai modelli operativi “Rising Lion” (Leone Nascente) e “Roaring Lion” (Leone Ruggente) non è casuale. Sono i nomi in codice di procedure integrate che prevedono la mobilitazione silenziosa con il richiamo di assetti specialistici senza il clamore delle grandi adunate. La preparazione di pacchetti d’attacco a lungo raggio, quelli necessari per colpire le infrastrutture sensibili in territorio iraniano. E la riduzione del gap tra l’individuazione di un bersaglio (l’intelligence dei sensori) e l’ordine di fuoco.

In gergo tecnico, si chiama «chiusura dei cicli». Zamir ha chiesto ai suoi comandanti di eliminare ogni attrito o lungaggine burocratica. Se l’ordine di attacco arrivasse domani, la macchina deve essere già in regime di crociera.

Per l’IDF, il ritorno al conflitto non è un’ipotesi, ma una variabile temporale. La logica di Zamir è chiara: se il fronte diplomatico è saltato, l’Iran potrebbe tentare di muovere per primo le sue pedine nello scacchiere regionale — da Hezbollah alle milizie in Siria — per saturare le difese israeliane.

L’ordine di allerta aumentata serve a neutralizzare questo vantaggio. Le unità al confine sono state istruite per ridurre i tempi di reazione a zero. Si torna alla fase cinetica, dove l’unica lingua parlata è quella dei vettori e della supremazia aerea. La clessidra è stata girata: resta da capire quanta sabbia sia rimasta prima che il «ruggito» passi dalle esercitazioni alla realtà del campo.

L’Idf in massima allerta dopo il fallimento dei colloqui Usa-Iran

Avanti Psi suona la carica da Siena

L’Idf in massima allerta dopo il fallimento dei colloqui Usa-Iran

Arrivano i levrieri al Monte ma non

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti