Legge elettorale, Renzi sbotta: “Il governo si vergogni”
Riecco il dibattito al Senato sulla legge elettorale, dopo l’approvazione dello Stabilicum in prima lettura alla Camera lo scorso 16 luglio. L’Aula, con il voto compatto del centrodestra, ha bocciato l’idea dell’opposizione d’introdurre preferenze ‘pure’, su cui Lega e Forza Italia si erano subito dette contrarie: respinto con 68 sì e 99 no il sub-emendamento a prima firma del Dem Dario Parrini per sopprimere i capolista bloccati. Ne parla il Quotidiano Nazionale.
Sulla proposta di modifica all’emendamento di maggioranza alla legge elettorale il governo si era rimesso al parere dell’Aula. Dopo la votazione dai banchi delle opposizioni sono partiti dei ‘Vergogna!’. “Tra un emendamento strumentale e il mantenimento degli accordi di maggioranza non abbiamo dubbi: manteniamo la parola e votiamo contro questo emendamento”, ha detto il senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan.
Il patto della maggioranza sulle preferenze
Il centrodestra ha annunciato il voto compatto e favorevole all’emendamento sulla legge elettorale che racchiude il patto di maggioranza sulle preferenze, a firma Lisei (capilista bloccati e tre preferenze con alternanza di genere dal secondo candidato in lista a scendere).
“Fratelli d’Italia ha sempre votato a favore delle preferenze”, ha dichiarato Malan, che ha aggiunto che il suo partito l’ha fatto anche alla Camera sullo stesso testo delle legge elettorale, in esame oggi al Senato. Quindi ha rimarcato: “Il Pd ha votato per leggi che non comprendevano le preferenze tranne nel caso dell’Italicum, promosso dal governo Renzi, che comprendeva il capolista bloccato, pensa un po’. Però all’epoca andava bene, ora no, è una cosa inaccettabile. Dunque comprendiamo la strumentalità di questo emendamento, se aveste voluto approvare le preferenze ci sono state più occasioni alla Camera, in particolare quando furono battute di un solo voto e all’esito dei quel voto ricordiamo i festeggiamenti da parte dell’opposizione”.
Renzi: “Governo si vergogni”. Boccia: “Istituzioni piegate agli interessi di una parte politica”
l leader di Italia viva, Matteo Renzi, è intervenuto nel corso della discussione sulla legge elettorale, leggendo un testo della premier Giorgia Meloni dell’11 marzo 2014, favorevole alle preferenze. “E sulla base di questo intervento, dovreste semplicemente vergognarvi per quello che avete appena detto”, ha sottolineato il senatore Iv rivolgendosi al capogruppo di FdI, Lucio Malan, che aveva annunciato poco prima il voto contrario alle proposte delle opposizioni.I sub emendamenti all’emendamento Lisei e gli altri nostri emendamenti sono parte di una strategia unitaria delle opposizioni che merita attenzione e disponibilità – aveva detto Francesco Boccia del Pd in Aula illustrando gli emendamenti all’articolo 1 del ddl sulla legge elettorale, prima del voto del Senato -. Se la maggioranza prenderà atto che questo nostro impianto non aiuta una parte o l’altra, ma aiuta la credibilità e la democrazia del Paese, allora vorrà dire che, in zona Cesarini, avrà fatto un salto di qualità, viceversa vorrà invece dire che per l’ennesima volta le istituzioni democratiche saranno state piegate agli interessi di una parte politica”.
Cambia il numero di firme da raccogliere per chi non è in Parlamento
È passata un’altra modifica alla legge elettorale. Cresce da 1.500 a 9mila (fino a un massimo di 10mila) il numero delle firme minime che le nuove formazioni politiche che non sono presenti in Parlamento dovranno raccogliere per presentarsi alle elezioni. Lo prevede la riformulazione del governo all’emendamento di FdI a prima firma di Antonella Zedda che toglie inoltre qualsiasi soglia per contribuire alla cifra elettorale nazionale di coalizione per il calcolo del premio.
Resta esentato, come previsto nella legge attuale, chi ha due gruppi in Parlamento, così come chi, in base alla riforma, ha almeno un gruppo formatosi entro il 31 dicembre 2025, Iv o Azione. Per chi, come +Europa o FnV ha una componente in almeno uno dei due rami del Parlamento il numero delle fime da raccogliere resta tra 1.500 e 2mila. Aumenta da un terzo alla metà il numero delle circoscrizioni nelle quali è necessario presentarsi. la proposta di modifica verrà posta in votazione tra oggi e domani.





