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L’asse del potere a Teheran, i pasdaran giurano fedeltà a Mojtaba Khamenei

Ariel Piccini Warschauer.

Un corto circuito comunicativo o, più probabilmente, una calcolata e fragorosa mossa politica che squarcia il velo sulla transizione del potere a Teheran. Le Guardie della Rivoluzione Islamica (i Pasdaran) hanno inviato un messaggio formale alla Guida Suprema il cui contenuto – intercettato e diffuso dall’emittente d’opposizione Iran International – contiene un dettaglio politico dirompente: il riconoscimento esplicito e militare del ruolo di Mojtaba Khamenei, figlio dell’attuale Guida Suprema Ali Khamenei, come figura di comando e riferimento strategico per il futuro della Repubblica Islamica.

Nel testo, i vertici militari non si limitano a rinnovare la retorica del regime contro gli storici avversari geopolitici, ma tracciano una precisa linea gerarchica: «Se il nemico intende proseguire con i suoi eccessi, le Guardie Rivoluzionarie diventeranno una forza ancora più potente di prima su terra, mare, aria e su tutti i campi di battaglia, e al minimo accenno da parte di Mojtaba Khamenei, infliggeranno loro una sconfitta storica ben più grave».

Il passaggio chiave è proprio quel riferimento al «minimo accenno da parte di Mojtaba». Per anni, il ruolo del secondogenito di Khamenei è rimasto confinato nell’ombra della diplomazia parallela e della gestione dei nodi di potere interni al perimetro teocratico. Oggi, la saldatura pubblica con la fazione più intransigente e armata del Paese – i Pasdaran, che controllano non solo l’apparato difensivo e missilistico, ma anche ampie fette dell’economia nazionale – suona come un’investitura anticipata, un chiaro segnale inviato sia alle fazioni interne più moderate o burocratiche, sia alle cancellerie occidentali e regionali.

Il messaggio prosegue con toni epici, volti a compattare un fronte interno scosso da mesi di tensioni economiche e pressioni geopolitiche: «L’amata nazione e i guerrieri dell’Islam sono come una solida montagna, sostenuti dai loro statisti», si legge nella dichiarazione.

La retorica muscolare dei Pasdaran giunge in un momento di massima allerta nel Medio Oriente. Definirsi pronti a colpire «più forte su tutti i campi di battaglia» non è una novità per il corpo d’élite, ma la transizione della catena di comando descritta nel comunicato suggerisce che l’ala militare dello Stato stia attivamente blindando la successione istituzionale.

Presentando Mojtaba Khamenei come l’autorità il cui «cenno» può scatenare la forza bellica dell’Iran, le Guardie Rivoluzionarie non solo ipotecano il futuro politico del Paese, ma lanciano un avvertimento chiaro: la linea dura di Teheran non cambierà, e il nucleo del potere rimarrà saldamente nelle mani della cerchia più vicina alla Guida e ai suoi generali.

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