La trattativa con Intesa chi l’ha fatta? Che garanzie ha dato e quali ha ricevuto?
Stefano Bisi.
Pierluigi Piccini da settimane scrive che occorre trattare con Intesa Sanpaolo perché l’esito dell’assemblea degli azionisti di Banca Monte dei Paschi appare scontato. “Non si tratta di schierarsi con Intesa o contro Lovaglio, né di cercare colpevoli. Si tratta di riconoscere che amministrare significa guardare i rapporti di forza per quello che sono e agire per tempo, non rincorrerli. Il tempo che resta è poco, ma non è finito. Da giovedì sera la sola domanda seria sarà quali garanzie scritte Siena riuscirà a ottenere prima della chiusura dell’offerta. Bisognava porla prima; meglio ora che mai” scrive oggi Piccini. Ammesso che abbia ragione e quindi che la trattativa dovesse essere iniziata tempo fa, occorre chiedersi chi doveva fare l’intesa con Intesa. La Fondazione Mps? Comune, Provincia e Regione? Chi? L’unico che ha trattato pare che sia stato il presidente di Palazzo Sansedoni? Con quale mandato? Con quali risultati? Per ora si è saputo che Riccardo Coppini si è espresso personalmente a favore dell’opas di Intesa. Perché? Quali garanzie ha ottenuto? Come le ha ottenute? Chi le ha date? E quali garanzie, a sua volta, ha dato sull’accoglienza dei nuovi conquistatori? Non sappiamo non sappiamo.





