La guerra in Iran fa male agli Stati Uniti, sta perdendo il ruolo di risolutore delle crisi
La guerra all’Iran, scrive Antonio Polito sul Corriere della Sera, sta riducendo il ruolo degli Stati Uniti di regolatore globale, di risolutore delle crisi, riducendo la capacità dell’America di essere temuta e rispettata allo stesso tempo. “Oltre al numero sempre ingiusto di vite stroncate e di sofferenze imposte, l’esito più preoccupante di questa guerra è che potrebbe lasciare nella testa di tutti i nemici della stabilità mondiale e delle potenze revisioniste dell’ordine globale l’impressione che la potenza militare americana sia sfidabile. Pur essendo giunta al suo massimo storico in termini di supremazia tecnologica e di asset disponibili, non sembra infatti abbastanza per imporre la capitolazione del nemico. Lo stesso vale per la forza diplomatica degli Stati Uniti. La rete di alleanze su cui si è retto il dominio indiretto su gran parte del globo è oggi infatti una tela strappata in giunture cruciali. Il problema per noi europei è capire se questo sia un male, anzi, un vero e proprio guaio; oppure se, come traspare da certe posizioni nel nostro mondo politico e anche nell’opinione pubblica italiana, se ne debba gioire, come della fine di un giogo, di una riconquistata indipendenza. L’aspetto principale da considerare è che né come Italia né come Europa disponiamo di un bastone neanche lontanamente capace di sostituire quello americano. E non lo saremo ancora per molti anni a venire, per quanti soldi fossimo disposti a spendere. Allo stesso tempo, l’idea di un’Europa neutrale nel gioco delle grandi potenze, equidistante tra Washington e Mosca, tra l’Atlantico e l’Asia, è un’illusione. Classi dirigenti all’altezza del compito dovrebbero piuttosto concordare e concentrare tutti i loro sforzi nel tentativo di tenere in vita oggi, per ricostruirlo in futuro, il legame con gli Stati Uniti d’America, senza cedere alle lusinghe di ogni altra ipotesi strategica, che guardi a Mosca o a Pechino. Per questo ha fatto molto bene l’ex premier Conte, che si dice voglia tornare a Palazzo Chigi, a incontrare il plenipotenziario di Trump qualche giorno fa a Roma”.





