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La gru infinita degli Uffizi sarà smantellata all’inizio del 2027, promessa del direttore delle Gallerie

«Quasi non ricordiamo com’era il piazzale degli Uffizi quando hanno preso l’avvio i cantieri dei Nuovi Uffizi» — il primo vagito del progetto risale al 1989, l’avvio del cantiere nel 2006 —. Così Simone Verde (nella foto), direttore degli Uffizi, annuncia la dismissione delle impalcature delle impalcature del Piazzale entro l’inizio del 2027 e aggiunge: «Resterà solo una piccola area di stoccaggio del materiale edile». Si tratta della parte più visibile, dall’esterno, delle sue modifiche al Complesso Vasariano. L’annuncio sul Corriere Fiorentino.

Quattro sindaci si sono succeduti da quando la ferita inflitta al cortile a U, progettato da Giorgio Vasari nel 1560, ha rovinato lo skyline di Firenze (Leonardo Domenici, Matteo Renzi, Dario Nardella, Sara Funaro). Non pochi così come non poche le polemiche succedutesi negli anni.  

Il primo segnale che qualcosa si muoveva risale a giugno scorso. Dopo un intervento del Corriere Fiorentino, in cui si chiedeva conto e ragione della presenza della grande gru al Piazzale, inutilizzata dal 2011 e posta lì quasi vent’anni prima, la gru fu finalmente smantellata. Per vedere tutto quanto il Piazzale sgombro — e dunque senza neanche la piccola area di stoccaggio — bisognerà aspettare almeno il 2028, quando il progetto Grandi Uffizi dovrebbe essere concluso

Si tratta di lavori che non rientrano in quelli finanziati coi 50 milioni di cui sta disponendo Simone Verde. Certezze è difficile darne, l’elenco dei ritardi del cantiere è lungo. 

Il progetto «Grandi Uffizi» è del 1964, a firma dell’allora soprintendente Nello Bemporad. Nel 1989 anche Giovanni Michelucci iniziò a disegnare una idea di «Grandi Uffizi». Poi, dopo l’attentato ai Georgofili, si ridiscusse dei «Grandi Uffizi». Nel 1995 arrivò una commissione, voluta dall’allora ministro Antonio Paolucci. Dopo due anni, Veltroni, nuovo responsabile di via del Collegio Romano dichiarò: «Entro il 2000 il nuovo museo». Ma, vinta la gara per la nuova uscita da Arata Isozaki, partì una pletora di polemiche. Nel 2004, ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani, si approvò il nuovo progetto e si disse: «Tra due anni sarà pronto». Ma subito dopo l’assegnazione dell’appalto si annunciò che si sarebbe arrivati al 2012. 

Di slittamento in slittamento siamo ancora in ballo. 

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