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In attesa dei numeri il Monte dei Paschi risponde alla Consob: “Con Bpm solo scambio preliminare di informazioni”

Banca Monte dei Paschi ridimensiona il dossier Banco Bpm davanti a Consob. Nella risposta inviata all’Autorità pubblica italiana che controlla i mercati finanziari e la Borsa, il Monte dei Paschi di Siena ha spiegato che sul progetto di aggregazione con Piazza Meda ci sarebbe stato soprattutto uno scambio preliminare di informazioni tra advisor finanziari e legali, senza l’avvio di una vera fase negoziale.

Secondo quanto riportato oggi da Il Sole 24 Ore e rilanciato da Busness People, l’accordo di riservatezza tra le due banche è stato firmato il 10 giugno, dopo l’arrivo della proposta di integrazione da parte di Banco Bpm. Da quel momento l’attività avrebbe riguardato una valutazione limitata della fattibilità industriale, finanziaria, societaria e regolamentare dell’operazione, in diverse configurazioni alternative. La fusione tra Siena e Piazza Meda, indicata per settimane come possibile alternativa all’opas di Intesa Sanpaolo, non sarebbe mai arrivata a un’intesa strutturata.

Nella risposta a Consob, la Banca Monte dei Paschi indica anche i temi esaminati dagli advisor: struttura dell’operazione, tempi possibili, implicazioni legate al Danish Compromise, sinergie, proiezioni sul capitale ed eventuali distribuzioni di dividendi. Si tratta però di analisi propedeutiche a una fase negoziale che non risulta avviata. Il punto più delicato riguarda la governance interna. La Consob avrebbe chiesto conto del motivo per cui l’interazione tra i due Gruppi fosse iniziata senza una preventiva informativa al comitato parti correlate. Nei giorni scorsi alcuni consiglieri di Mps avrebbero inoltre segnalato al presidente della banca la mancanza di questo passaggio e una carenza di informativa al Consiglio di amministrazione sui progressi delle consultazioni.

La replica all’Autorità non risulta contenere indicazioni sulle possibili alternative ora allo studio, nonostante le indiscrezioni circolate su un’eventuale offerta di Mps su Banco Bpm, forse con il supporto di fondi di investimento. Anche questa ipotesi resta però complessa, soprattutto per il ruolo di Crédit Agricole, primo socio di Piazza Meda, che ha già indicato come scenario preferito l’integrazione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia.

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