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La concorrenza e l’interventismo pubblico nell’economia

Alberto Pera su InPiù commenta la Relazione Annuale dell’Autorità Garante della Concorrenza, presentata ieri a Montecitorio. Scrive: Aveva un rilievo particolare: dopo sette anni scade infatti tra poche settimane il mandato del Presidente Roberto Rustichelli: si trattava quindi di un’occasione per una riflessione complessiva sull’attività svolta e i problemi da affrontare. Inoltre, la Relazione appare in un momento in cui il rilievo dell’interesse alla concorrenza deve confrontarsi con spinte a interventi di politica industriale ed economica volti ad accrescere la competitività dell’economia europea e nazionale che non sempre sembrano tenere conto dell’importanza di un ambiente concorrenziale per stimolare l’innovazione e la competitività. La Relazione non manca di sottolineare il ruolo centrale della concorrenza in ogni politica innovativa. E quindi l’utilità di un intervento antitrust nelle situazioni in cui posizioni super dominanti impediscono lo sviluppo di concorrenti innovativi che potrebbero rappresentare minacce, o stimoli, per l’incumbent; ovvero intese restrittive limitano la spinta concorrenziale.
 
 
Da questo punto di vista, l’Autorità è stata certamente attiva, in questi anni, in particolare nel settore digitale, con decisioni che hanno avuto rilievo anche a livello europeo, mentre le sollecitazioni dell’Autorità hanno condotto all’introduzione nella normativa di meccanismi, come il wistleblowing, che rendono più facile la scoperta di intese restrittive. L’Autorità ha anche svolto un’ampia attività di segnalazione relativamente a provvedimenti normativi che danno luogo a ostacoli alla concorrenza, ed è significativo, che, a partire dal 2021, grazie alle previsioni del PNRR, siano state approvate regolarmente le leggi annuali della concorrenza, come, in apertura della presentazione, ha notato il Vicepresidente della Camera Rampelli. Inoltre, l’Autorità si è confermata come punto di riferimento centrale per la tutela dei consumatori da pratiche sleali, anche con impostazioni innovative, per esempio in relazione alle attività sui social. Infine, va a merito di questa gestione avere significativamente rafforzato gli organici dell’istituzione, ampliandoli e inserendo funzionari giovani e ben preparati
Nondimeno, l’impressione è che il compito del prossimo Presidente non sarà facile. Il cambio del vertice avviene in un momento in cui il rilievo dell’interesse alla concorrenza deve confrontarsi con spinte a interventi di politica industriale ed economica che non sempre sembrano tenere conto dell’importanza di un ambiente concorrenziale per stimolare l’innovazione e la competitività dell’economia. Al contrario, si riaffaccia l’idea di interventi pubblici diretti nelle imprese e nei mercati, per favorire la creazione di campioni europei o addirittura nazionali. Esattamente il contrario di quello che suggeriscono i Rapporti Draghi e Letta: abbattere le barriere interne, come questi raccomandano, vuol dire esporre le imprese alla concorrenza e favorire attraverso la competizione la innovazione di cui l’Europa ha bisogno. Ribadirlo continuerà ad essere il compito prioritario dell’Autorità, tanto più prioritario quanto più il contesto diventera’ difficile.

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