Incubo 7 ottobre e Netanyahu lancia l’allarme
Il Quotidiano Nazionale parla di incubo 7 ottobre per Israele e Netanyahu che lancia l’allarme. Yahya Sinwar è “tornato”. Alla vigilia del terzo anniversario della strage del 7 ottobre 2023, le Brigate al-Qassam di Hamas hanno diffuso immagini inedite dell’ex leader nei giorni precedenti alla sua uccisione da parte dell’esercito israeliano, a Rafah, nell’ottobre 2024. Il “regista” del massacro appare avvolto in una coperta, con un bastone in mano e il volto abbassato per sfuggire ai droni. In un’altra immagine è seduto con altri miliziani attorno a una mappa della Striscia. Una provocazione rivolta a Israele, ma anche un’operazione di propaganda interna. Le immagini hanno invaso i social palestinesi, mentre nella Striscia crescono le voci contro Hamas.
Ma a tre anni dal massacro la battaglia più esplosiva è politica. L’ex ministro palestinese Sufian Abu Zaida ha confermato di aver trasmesso allo Shin Bet nel settembre 2023 un avvertimento di Sinwar su un imminente “terremoto”. Haaretz, New York Times, The Atlantic e Wall Street Journal hanno rilanciato ricostruzioni secondo cui anche Emirati ed Egitto avrebbero avvertito Israele del rischio di una grande offensiva. Netanyahu nega di aver ricevuto informazioni sull’attacco e parla di “notizie false” in vista delle elezioni del 27 ottobre. Le opposizioni chiedono una commissione statale d’inchiesta.
La sicurezza domina così la campagna. Netanyahu avverte che Hamas potrebbe tentare nuove azioni prima delle elezioni del 27 ottobre per condizionarne l’esito. “Siamo pronti”, ha detto il premier, assicurando che Israele cercherà prima di tutto di sventare eventuali attacchi e, nel caso, risponderà “con una forza schiacciante”.
Il ministro della Difesa Israel Katz ha chiesto all’Idf di prepararsi anche allo scenario di una guerra con l’Autorità nazionale palestinese in Cisgiordania, qualora le sue forze o gruppi armati legati a Ramallah rivolgessero le armi contro coloni e soldati. Fonti militari precisano però che non esistono informazioni concrete su un simile piano.
A mostrare quanto il trauma del 7 ottobre continui a condizionare Israele c’è anche il caso del volo Flydubai FZ1073. Durante il tentato dirottamento della scorsa settimana Israele fece decollare i caccia, chiuse lo spazio aereo e si preparò a un possibile attacco sul modello dell’11 settembre. Se il velivolo avesse continuato verso Tel Aviv senza rispondere, i vertici avrebbero potuto decidere di abbatterlo. I caccia furono richiamati quando l’aereo virò verso l’Arabia Saudita. Il terzo anniversario arriva così con Israele sospeso tra trauma e resa dei conti.





