Il sindaco Fabio: “Amareggiata per le accuse sul drappellone, la scelta del pittore spetta al Comune”
Il sindaco di Siena Nicoletta Fabio apre la consueta conferenza stampa della mattina del Palio con commenti sul drappellone di Teodora Axente. “Sono molto amareggiata per le polemiche sul drappellone – dice la prima cittadina -. Amarezza non tanto istituzionale quanto intima. Mi sono sentita mortificata, umiliata, messa alla gogna. Ho scelto quell’artista non perché sono una provocatrice, ma perché ho avuto occasione di conoscerla. Mi ha parlato della sua devozione alla Madonna. Comprendo tutte le sensibilità. Anche la mia. Sono credente. Mi sono battuta perché torni il nome di Santa Maria al policlinico delle Scotte. Ho chiesto che venisse intitolata una via a Benedetto XVI. Chiedo la tutela del Palio in tutti i suoi aspetti. Ringrazio chi spesso nell’ombra opera perché tutto fili liscio da un punto di vista organizzativo. E’ una manifestazione complessa. Chiudo i miei discorsi di presentazione al drappellone affidandomi alla Madonna. Ben venga il confronto, anche una partecipazione della componente religiosa. La committenza del drappellone è dell’amministrazione comunale. Si parla di commissioni. Di volta in volta si può indire un concorso, qualora il Comune lo ritenga necessario. Il pittore non è tenuto a presentare un bozzetto, qualcuno me lo ha presentato per delicatezza. Il bozzetto di Teodora l’ho visto e quello che più mi ha colpito è il volto della Madonna. La malizia sta nell’occhio di chi guarda. Mi chiedo dove erano tutti questi difensori del cattolicesimo più intransigente quando abbiamo visto donne con il carrozzino e altre raffigurazioni. Il Palio è festa anche sacra. Difendiamolo tutto l’anno, in ogni occasione. Appello a tutte le istituzioni, curia compresa. Non mi sono goduta niente in questo Palio”.





