Il nuovo premier ungherese tra l’incudine e il martello
Riccardo Illy su InPiù si occupa del nuovo premier ungherese Péter Magyar. L’Ungheria ha un nuovo Premier e l’Unione Europea (ma anche l’Ucraina) tira un sospiro di sollievo. Péter Magyar, sostenuto da una robusta maggioranza di destra (speriamo moderata, è ancora tutto da vedere) non avrà all’inizio vita facile; si troverà fra l’incudine e il martello. Il martello della Commissione UE che, dopo anni di incomprensibile lassismo nei confronti delle violazioni dei fondamentali valori dell’Unione, comincerà da subito a pretendere non solo l’approvazione delle decisioni bloccate da Orbán (come il finanziamento all’Ucraina) ma anche il ripristino dei principi democratici sanciti dalla Ue (indipendenza della magistratura e libertà di stampa) e dei diritti umani che negli ultimi sedici anni erano stati platealmente violati.
L’incudine sarà rappresentato da decine di magistrati nominati e fedeli a Orbán e dai mezzi di informazione a questo proni; quelli di opposizione li aveva fatti sistematicamente chiudere. Sui diritti dell’uomo, per i quali Magyar è peraltro piuttosto tiepido, potrà intervenire sollecitamente e senza problemi. Ma su magistratura e mezzi di informazione il nuovo Premier sarà costretto a usare i poteri oggi a lui attribuiti dalle norme volute dal predecessore per rimuovere tutti i soggetti che altrimenti gli farebbero la guerra. Solo in seguito potrà ripristinare le regole della democrazia, ridando piena autonomia al potere giudiziario e completa libertà ai mezzi di informazione. Non sarà un percorso facile, con il rischio che Magyar si “innamori” del potere che Orbán gli ha consegnato e decida di lasciare tutto invariato. Diventando il nuovo “dittatore” ungherese.





