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Il gruppo Caltagirone accusa Lovaglio pigliatutto, ma qualche settimana fa il bon ton non venne adottato

Nulla da fare per i rappresentanti delle minoranze e del gruppo Caltagirone che avevano chiesto di concedere la poltrona a uno tra Corrado Passera, Paolo Boccardelli o Carlo Vivaldi, tutti rappresentanti della lista sconfitta del cda uscente (e tutti indicati come possibili ceo prima che la scelta ricadesse su Fabrizio Palermo), allo scopo di lanciare un segnale di unità e distensione. Lo scrive Firstonline a proposito della prima riunione del consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi dopo l’assemblea degli azionisti di una settimana fa che ha visto la vittoria della lista della famiglia Tortora che comprendeva anche Luigi Lovaglio (nella foto).

Prosegue il giornale on line: “Lovaglio – forse anche per una comprensibilissima voglia di rivincita nei confronti di chi solo qualche settimana fa lo ha messo alla porta – ha deciso invece di mantenere saldo il controllo operativo sulla banca, puntando su una governance forte in grado di mettere a terra in maniera veloce ed efficace il piano industriale presentato poco prima che a Siena scoppiasse il caos, con l’estromissione del ceo dalla lista dei candidati per il nuovo cda, il suo ritorno in scena attraverso la candidatura con la famiglia Tortora, fino al clamoroso licenziamento per “giusta causa” dell’uomo che solo pochi anni prima aveva salvato la banca, per poi riportarla in utile e metterla nelle condizioni di acquisire Mediobanca. Ed è proprio la fusione con Piazzetta Cuccia, che dovrà essere votata entro l’estate dall’assemblea, il punto cardine su cui si erge il nuovo piano”. 

Intanto il Messaggero, quotidiano del gruppo Caltagirone, parla di Lovaglio pigliatutto.

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