I piani ambiziosi di Estra che vuole scalare Sei Toscana rivelati dal presidente Macrì
Francesco Macrì è il il presidente di Estra e spera in una conferma che dovrebbe arrivare dall’indicazione del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli il cui mandato scade con le elezioni di fine maggio. Macrì, in una intervista al Corriere di Arezzo e Siena espone i piani futuri dell’azienda.
Non solo energia. A che punto è il progetto della Multiutility toscana? chiedono i giornalisti. “È un percorso faticoso perché dobbiamo ancora aggregare altri territori e aziende oltre ai soci attuali di Estra e Alia (Arezzo e Siena da un lato e Prato e Firenze dall’altro). Dobbiamo avere la forza di allargare i confini e aggregare aziende. Ci sono relazioni importanti nelle Marche, con la provincia di Lucca, l’area di Pistoia. Bisogna consolidare il progetto, che non può ridursi alla fusione di Estra e Alia, senza avere volontà di potenza. Occorre acquisire porzioni gestionali di servizi pubblici. E la gestione di energia, acqua e ambiente non deve limitarsi solo a Firenze, ma a tutta la regione. Auspico che anche nella Toscana meridionale si faccia più squadra, sia per la gestione dell’ambiente e dei rifiuti, oggi assegnata a Sei, sia per la gestione dell’acqua”.
Su questo tema Macrì risponde: “Questo territorio deve riacquisire nel tempo la gestione dell’acqua come pure crescere come capitale e controllo in Sei Toscana. Io credo che Coingas debba diventare la holding di riferimento di tutte le partecipazioni pubbliche aretine che ancora sono fuori dal perimetro di Estra, proprio per fare squadra e rafforzare il progetto. Occorre ridurre le società. Intesa Siena e Coingas Arezzo dovrebbero lavorare sempre più a braccetto e dovrebbero dare un impulso forte a Estra, sia per stimolare i conferimenti del settore idrico che per dare un indirizzo forte per avviare un ragionamento importante su Sei Toscana, che oggi è partecipata da noi solo al 20 per cento ma su cui Estra potrebbe puntare con decisione”.
Macrì pensa a scalare Sei Toscana e dice: “La scalata di Estra a Sei Toscana avrebbe una funzione strategica decisiva, per consegnare la gestione economica del servizio ai territori e non ad un soggetto che ha la cassaforte altrove. Gli amici di Iren sono un grande gruppo che opera al meglio, ma non ha afferenza territoriale. E’ legato a Reggio Emilia, Genova, Torino. Potremmo immaginare qualcosa di diverso, che riporti il servizio di gestione ambientale nel nostro perimetro. Ripeto, per fare questo occorre che la Toscana meridionale sia unita. Coingas per Arezzo e Intesa per Siena, che partecipano Estra, dovrebbero dare alla società un preciso orientamento in questo senso, volto alla crescita del capitale in Sei Toscana. E’ un’operazione importante. Un percorso ineludibile e strategico che possiamo centrare con il supporto di Alia . Occorre sinergia tra Regione e sindaci, superando posizioni preconcette. Tutto ciò nel quadro di un vero progetto industriale della “utility dei territori” per gestire acqua, ambiente ed energia in modo integrato su scala regionale. La frammentazione dei servizi è dannosa. E se restiamo piccoli, verremo indeboliti e assorbiti; se invece facciamo squadra, possiamo competere con i grandi player nazionali”.
Ma Iren ci sta?




