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Francia, che può succedere alle presidenziali del prossimo anno

Riccardo Perissich su InPiù commenta le elezioni comunali francesi di domenica.

Mélenchon (LFI) ha consolidato le sue posizioni, ma è anche evidente che suscita un vasto rigetto. Oggi il concetto di “fronte repubblicano” comprende non solo il muro contro RN di Le Pen, ma anche quello contro LFI. Per molti francesi, estremista e antisemita, LFI è anche più pericolosa di RN. Il problema principale della politica francese sono i socialisti. Sono profondamente divisi fra “socialdemocratici” (da noi si direbbe “riformisti”) e partigiani della priorità all’unione della sinistra. Gli ecologisti, in crisi in Francia come in tutta Europa, sono anch’essi prigionieri del mito dell’unità della sinistra. Unità che è di fatto subordinazione a LFI. I “socialdemocratici” hanno ottenuto buone affermazioni in città importanti come Parigi e Marsiglia, dove hanno rifiutato l’alleanza con LFI, ma sono minoranza nel partito.  L’altro messaggio è la conferma della crisi del macronismo come fenomeno politico. In fondo, il vero irreparabile errore di Macron (nella foto) e della sua suprema arroganza è di non lasciare dietro di sé un vero partito con una classe dirigente; come peraltro fece De Gaulle con il risultato di condizionare la politica francese dal governo o dall’opposizione per più di quattro decenni. La destra ex gollista (LR) sopravvive ancora a livello locale più di quanto ci si aspettasse. Sono però profondamente divisi a livello nazionale e una parte è tentata da un accordo con l’estrema destra (RN). Le speranza è di “melonizzare” RN e comunque di condizionarlo dopo le elezioni legislative. Infine, RN; consolida il suo progresso, ma meno del previsto.
 
Quale previsione per le presidenziali del prossimo anno? Prima di tutto, la prudenza è d’obbligo anche ma non solo a causa del basso livello di partecipazione alle municipali. Inoltre, tristezza per un paese dove i due partiti estremisti raccolgono più del 40% dell’elettorato. La previsione che mi sento di fare è che la probabilità di vittoria di RN alle elezioni presidenziali (Bardella o Le Pen) è elevata e forse superiore al 50%. RN arriverà comunque sicuramente al secondo turno. La speranza di Mélenchon è che le divisioni dei socialisti, dei macronisti e di LR consentano anche a lui di arrivare al secondo turno. In questo caso, improbabile ma che non si può escludere, la vittoria di RN sarebbe schiacciante. La vera questione è quale candidato avrebbe invece la possibilità di battere il candidato di RN. È estremamente improbabile che i socialisti sappiano esprimere una candidatura unitaria, capace di arrivare al secondo turno e poi attirare i necessari voti moderati. Lo stesso vale per la destra ex gollista. L’unica speranza di un secondo turno da cui RN non esca vincente è che dalle macerie del macronismo esca una candidatura unica di centro-destra capace di qualificarsi per il secondo turno e poi di attirare voti socialisti.Dovrà avere una coloritura di centro-destra per evitare una candidatura gollista concorrente. Il successo di Edouard Philippe nella sua Le Havre è una buona base, ma è presto per trarne conclusioni. 
 

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