Fine della guerra, il balletto delle dichiarazioni
Riccardo Illy su InPiù commenta il balletto delle dichiarazioni sulla fine della guerra.
Nel tentativo di calmierare i prezzi del petrolio, per evitare che dilaghino in un’inflazione e recessione globali, Trump ha dichiarato che terminerà la guerra in Iran entro un paio di settimane. Ha aggiunto che la riapertura dello stretto di Hormuz non è un suo problema, che se ne occupino i paesi che acquistano gas e petrolio nel Golfo Persico. Dopo aver accusato (ingiustamente, perché ciò non è previsto dal Trattato NATO) i partner dell’Alleanza Atlantica di non aver supportato gli USA in Iran, Trump comunica che pur avendo lui “sporcato” il Medio-Oriente senza nemmeno informare preventivamente i partner, adesso sta a loro “pulire”.
Essendo Trump un giocatore di poker, gioco che si basa soprattutto sul bluff e non sullo studio preventivo di mosse, reazioni e contromosse tipico degli scacchi, il Presidente guerrafondaio non capisce (oppure ci fa?) che riaprire lo Stretto è anche un problema suo. Se non si liberano le forniture del Golfo Persico la benzina negli USA resterà sopra i 4 dollari a gallone e addio elezioni di mid-term. I mercati, che non finiscono di sorprendere, hanno nuovamente creduto a Trump e il Brent, che aveva sfiorato i 120 dollari a barile, è ritornato a 100 per poi risalire questa mattina. Difficile prevedere fino a quando potrà durare questo balletto; ma quando i mercati si accorgeranno che gli annunci di Trump sono solo bluff saranno dolori.





